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Mosca, 9 mag. – L’Isis ha decapitato un ufficiale russo. O almeno così dice dal momento che Mosca smentisce. In rete circola un video di 12 minuti, in lingua russa, che contiene anche minacce di nuovi atti terroristici alla Russia di Putin. Reca la firma di Furat Media, ossia la provincia dell’Eufrate dello Stato Islamico, a cavallo tra Siria e Iraq.



L’ostaggio, che presumibilmente potrebbe essere il colonnello Ievgheni Petrenko, agente dell’FSB, i servizi di sicurezza russi, accusa Mosca di averlo abbandonato. Poco prima di essere ucciso dice al suo aguzzino: “Il mio compito era quello di infiltrare i servizi speciali del califfato e la sua leadership. Uno dei miei ordini era di avvicinare Omar al-Shishani o la sua cerchia. Ma nel corso della missione sono stato scoperto e arrestato dai servizi di sicurezza del califfato”. Si ritiene però che Shishani, georgiano ceceno descritto dal Pentagono come “ministro della guerra” dello Stato Islamico, sia stato ucciso nel 2016.

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Il video, molto macabro e di grande crudezza dal momento che l’esecuzione è filmata per intero, è stato pubblicato mentre la Russia sta celebrando con una grande parata militare la sua vittoria nella seconda guerra mondiale. A portare alla luce la notizia del video è il Site, il centro di monitoraggio dei gruppi fondamentalisti sul web. Tuttavia non si sa ancora né se il video sia autentico e nemmeno a quando risalga.

Mosca smentisce categoricamente che un suo ufficiale sia stato ucciso dall’Isis. La Tass, l’agenzia russa, fa sapere quanto dichiara il ministero della Difesa: “Tutti i militari delle forze armate della missione russa in Siria sono vivi, in salute ed eseguono i compiti di lotta al terrorismo internazionale nelle loro unità. Condanniamo le azioni dei singoli media, che regolarmente ripetono le informazioni false lanciate dai gruppi terroristici internazionali”.

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