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Liverpool, 23 apr – “I ministri degli Esteri Angelino Alfano e dell’Interno Marco Minniti hanno concesso la cittadinanza italiana al piccolo Alfie. In tale modo il governo italiano auspica che l’essere cittadino italiano permetta, al bambino, l’immediato trasferimento in Italia“. Lo rende noto la Farnesina in merito alla vicenda del piccolo di 23 mesi, affetto da una grave malattia neurodegenerativa, al quale – secondo la procedura prevista – l’ospedale Alder Hey di Liverpool oggi avrebbe staccato il respiratore, contro la volontà dei genitori.
Intanto le procedure per l’eutanasia sono state sospese. Ad anticiparlo il quotidiano Avvenire: “I genitori sono riusciti a ottenere un’ulteriore dilazione per chiarire un aspetto formale della sentenza”. In pratica, essendo stato spostato l’orario dell’inizio delle procedure dalle 14, che erano state previste dai giudici, alle 14.30, “ad avviso dei legali che assistono la famiglia” ora “sarebbe necessario un nuovo pronunciamento dello stesso magistrato per fissare un’altra ora non bastando più per l’esecutività della sentenza l’autorità dell’ospedale. Un cavillo che sta tenendo ancora in vita il bambino – scrive il quotidiano della Cei -, nella speranza che nel frattempo accada qualcos’altro”.
Erano date per le ore 13 inglesi (le 14 in Italia) le operazioni per il distacco dei macchinari che tengono in vita il piccolo Alfie. L’orario è indicato nel “Piano per la sospensione del trattamento”, una sorta di documento di indicazioni trasmesso dall’Ospedale di Liverpool al padre del bimbo, che lo ha pubblicato su Facebook.
La notizia arriva subito dopo che la Corte europea dei diritti umani ha rifiutato il ricorso presentato dai genitori di Alfie e la loro richiesta di misure per tenerlo in vita.
Una parte dei manifestanti che protestavano fuori ha tentato di fare irruzione nell’ospedale, come riportano i media britannici. La polizia ha serrato le file per bloccare l’ingresso, ma la tensione resta alta e la protesta si rafforza con ormai diverse centinaia di sostenitori della battaglia dei genitori presenti.
I manifestanti, che sventolano insegne del cosiddetto “Alfie Army“, sostengono i genitori nella battaglia contro la decisione della magistratura britannica di autorizzare il distacco del respiratore.



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5 Commenti

  1. Forza Alphie!Il popolo si deve ribellare ai diktat capitalistici che vogliono distruggere la genitorialita’ per farci diventare pezzi di ricambio da utilizzare a piacimento di quell’involucro svuotato di ogni legittimita’ chiamato Stato.

  2. Alfie tieni duro! Vergognoso e crudele il comportamento delle istituzioni europee, soprattutto quello della CEDU. Altro che +Europa! Questi sono peggio dei nazisti e dei terroristi islamici. Bene ha fatto l’On. Meloni e gli uscenti ministri di interno ed esteri ed il P.d.C., a concedere con urgenza la cittadinanza italiana ad Alfie. Chi crede preghi perche` Alfie possa vivere e gli sia data la possibilità di venire a curarsi in Italia.

  3. se davvero si tratta di una malattia senza speranze, questo accanimento terapeutico è atroce… men che mai questa trovata della cittadinanza italiana, magari per cure costosissime a spese dei contribuenti italiani… solo per compiacere il papa

    • …sei fuori strada. Acido e sprovveduto come chi chiede ” ad Alfie cittadinanza italiana subito, niente Ius Solii per i figli di immigrati nati in Italia”. A prescindere che come Cittadino UK ha diritto di muoversi ovunque i genitori ritengano opportuno negli Stati UE, che il Bambino Gesù è ospedale di uno Stato Estero e quindi nessuno di noi lo sovvenzionare, a meno che tu non doni soldi alla Chiesa o al Bambin Gesù, a meno che tu non abbia sabbia al posto del cervello per cui non capisci che per quadrare i conti anche la nonna di 80 anni è una vita “indegna e futile”, se non riesci a capire che il Pampero ha parlato ma non agito, sei veramente un coglione.

      • …di più se non distingui accanimento terapeutico da cure palliative e supporto alle funzioni vitali anche di un malato terminale, Cazzo parli a fare? Informati e poi rifletti sulle mischiate che dici. Coglione e bischero un altra volta.

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