Roma, 6 apr – “Prima o poi” l’Ue dovrà adottare sanzioni contro petrolio e gas della Russia. E’ quanto affermato dal presidente del Consiglio europeo, Charles Michel, davanti agli eurodeputati in sessione plenaria a Strasburgo. “Penso che prima o poi saranno necessarie misure sul petrolio e persino sul gas”, ha detto Michel, denunciando i “crimini contro l’umanità” compiuti a Bucha e “in molte altre città” ucraine. “Oggi esprimiamo la nostra indignazione per i crimini contro l’umanità, contro civili innocenti a Bucha e in molte altre città. Un’ulteriore prova che la brutalità russa contro il popolo ucraino non ha limiti”, ha dichiarato il funzionario belga. “Non è un’operazione speciale. Questi sono crimini di guerra”, ha detto ancora, specificando che l’Unione europea ha raccolto prove per “assicurare alla giustizia i responsabili”.

Sanzioni Ue sul gas russo, la spinta di Michel e il freno tedesco

L’Ue è insomma sempre più persuasa di poter assestare a Vladimir Putin un colpo decisivo imponendo una sorta di embargo su gas e petrolio russi. Parliamo però di “blocchi” che rischiano di danneggiare seriamente soprattutto quei Paesi europei – tra cui l’Italia – che dipendono in buona parte dalle forniture di Mosca. Non a caso Austria e Germania si sono già opposte a ritorsioni economiche di questo tipo. “Siamo molto dipendenti dal gas russo e penso che tutte le sanzioni che colpiscono noi più di quanto colpiscano la Russia non sarebbero giuste”, ha dichiarato due giorni fa il ministro delle Finanze austriaco, Magnus Brunner. Quel “prima o poi” pronunciato da Michel è legato dunque alla ferma opposizione di Vienna e Berlino a questa azzardata spinta sanzionatoria.

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Improbabili messaggi

Michel ha poi voluto mandare “un messaggio per i soldati russi al fronte” in Ucraina, offrendo loro “asilo” nel caso in cui disobbediscano agli ordini di Mosca: “Se non volete prendere parte all’assassinio dei vostri fratelli e sorelle ucraini e non volete essere criminali, gettate le armi, smettete di combattere e lasciate il campo di battaglia. Secondo me occorre dar seguito all’idea di offrire l’asilo a questi soldati russi che disobbediscono agli ordini russi”.

Alessandro Della Guglia

 

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