Roma, 15 feb – La Duma di Stato, ovvero la camera bassa del parlamento russo, ha approvato stamani la risoluzione a favore dell’invio al presidente Vladimir Putin del riconoscimento delle repubbliche separatiste del Donbass. Questo significa che il Cremlino ha dato il via libera all’annessione della Repubblica Popolare di Donetsk e della Repubblica Popolare di Lugansk. Un processo però che non è affatto detto sia immediato.

La Duma riconosce le repubbliche del Donbass

“I legislatori ritengono che il riconoscimento di DPR e LPR creerà le basi per fornire garanzie di sicurezza e proteggere la popolazione delle repubbliche dalle minacce esterne, nonché rafforzare la pace internazionale e la stabilità regionale in conformità con gli scopi e i principi della Carta delle Nazioni Unite e avvierà il processo di riconoscimento internazionale di entrambi gli stati“, ha difatti scritto su Telegram il presidente della Duma, Vyacheslav Volodin La proposta in questione è stata approvata da 351 parlamentari, a fronte di 16 contrari e un astenuto.

Cosa comporta davvero questo atto

Ricordiamo che le due repubbliche separatiste hanno proclamato la loro indipendenza già nel 2014. Da diversi anni in quelle aree di confine c’è un conflitto che ha provocato la morte di oltre 30mila persone, con 2,5 milioni di civili sfollati. Adesso si attende la reazione ucraina e soprattutto statunitense. Come scriviamo da giorni su questo giornale, dopo questo riconoscimento è possibile che Washington punti a imporre nuove sanzioni alla Russia, senza però mettersi di traverso militarmente per impedire la definitiva annessione delle due repubbliche separatiste. L’atto in sé non preannuncia insomma l’invasione dell’Ucraina e neppure una guerra su larga scala, come invece ventilato da Stati Uniti e Regno Unito.

L’inizio del ritiro

Non a caso stamani è arrivato l’annuncio del “ritiro” di alcune truppe russe. “Unità dei distretti militari meridionali e occidentali, che hanno completato i loro compiti, hanno già iniziato a caricare i mezzi di trasporto ferroviari e terrestri e oggi inizieranno a rientrare alle proprie basi”, ha fatto sapere il generale maggiore Igor Konashenkov, portavoce del ministero della Difesa russo, citato dall’agenzia Tass. “Mentre le misure di addestramento al combattimento si avvicinano alla conclusione, le truppe, come sempre avviene, effettueranno marce combinate alle proprie basi permanenti”, ha precisato il Cremlino.

Eugenio Palazzini

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