Bruxelles, 7 feb – La Commissione europea stronca le stime del governo gialloverde sulla crescita e rifila all’Italia una previsione magrissima. Nel 2019 l’aumento del Pil italiano “scenderà a +0,2%, considerevolmente meno di quanto anticipato” nelle previsioni autunnali (+1,2%).

Come avevamo anticipato ieri, la revisione in negativo, la più ampia in tutta la Ue, è dovuta a “un rallentamento peggiore del previsto nel 2018, incertezza di policy globale e domestica e a una prospettiva degli investimenti molto meno favorevole“. La stima del Pil 2018 è 1%, nel 2020 0,8%, e l’Italia resta il fanalino di coda d’Europa.

Il commissario Ue ci fa le pulci

Occasione ghiotta per il commissario Ue agli Affari Economici Pierre Moscovici, che torna ad attaccare il nostro Paese. “In un certo modo i fatti parlano da soli: in ogni caso, non sembra che l’espansione keynesiana che era stata annunciata” con la manovra economica 2019 dell’Italia “si materializzi in modo forte, malgrado il miglioramento dello spread. E’ una cosa che dovrebbe far riflettere”. Così il commissario, con una punta di sarcasmo, presenta in conferenza stampa a Bruxelles le previsioni economiche d’inverno.

Poi, a chi gli chiedeva dell’eventualità che la Commissione possa esigere dall’Italia un aggiustamento dei conti alla luce delle stime di oggi, Moscovici risponde: “Non c’è alcun motivo per accelerare i tempi, rispetteremo le scadenze e i ritmi del semestre europeo”.

Le previsioni sono quello che sono, non sono dati di fatto reali – precisa – anche le altre istituzioni internazionali hanno dato il loro parere e abbiamo un quadro di previsione”.

Circa il non allineamento delle stime, Moscovici chiarisce che la previsione dell’1% su cui si è basato l’accordo con il governo sulla manovra “era quella della Banca d’Italia ed era considerata credibile, c’era consenso tra gli economisti e sembrava credibile anche per la Commissione”.

“Incertezza sulle politiche economiche”

“Oltre a fattori esterni che si ripercuotono su molti Paesi, notiamo che in Italia l’incertezza sulle politiche economiche ha avuto ripercussioni negative sulla fiducia delle imprese e sulle condizioni finanziarie”, gli fa eco il vicepresidente della Commissione Ue, Valdis Dombrovskis. “L’Italia ha bisogno di riforme strutturali profonde e un’azione decisa per ridurre il debito pubblico elevato. In altre parole, politiche responsabili che sostengano stabilità, fiducia e investimenti”, conclude.

Tria: “Nessuna manovra correttiva”

Dal canto suo, il ministro dell’Economia Giovanni Tria, intervenuto in Parlamento, esclude che sia necessaria una manovra correttiva e a proposito degli ultimi dati Istat precisa che la frenata dell’Italia è “una battuta d’arresto” più che una “recessione”.

Ludovica Colli

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