Mosul, 27 giu – La battaglia di Mosul pare stia entrando davvero nelle fasi finali. Il generale iracheno Abdul Ghani al Assadi, dei servizi contro il terrorismo, che sta guidando le operazioni nella città Vecchia sulla riva occidentale del fiume Tigri, ha dichiarato che ormai è questione di giorni. Da una prospettiva militare l’Isis, ha dichiarato al Assadi, è finito, ha perso il suo spirito di combattimento e il suo equilibrio. Pare manchino poco più di 500 metri per arrivare nel cuore di Mosul, dove ci sono i resti della Grande Moschea al Nouri, distrutta dall’Isis la scorsa settimana.

Ormai manca davvero poco, ieri è stato liberato il quartiere di al-Farouq, e l’esercito iracheno sta eliminando le ultime sacche di resistenza dei jihadisti. Qui le truppe di Baghdad hanno scoperto diversi magazzini dello Stato Islamico. In alcuni sono stati rinvenuti medicinali, soprattutto antidolorifici, in altri armi, munizioni ed esplosivi, in particolare lanciarazzi artigianali, costruiti dai miliziani.


Fonti ufficiali parlano di un impegno di circa 350 uomini delle forze irachene, di 2.352 km quadrati strappati allo Stato Islamico e di 20mila famiglie salvate. La Bbc sostiene che i jihadisti abbiano lanciato una controffensiva e l’agenzia di stampa curda Shafaq fferma che una serie di attacchi suicidi si sarebbero verificati nella zona ovest della città. Un’offensiva che l’esercito iracheno e le forze filogovernative hanno respinto, ma dove l’Isis ha utilizzato gli ostaggi come scudi umani e i miliziani hanno cercato di confondersi tra i civili pur di sopravvivere. Sono infatti ancora più di 50mila le persone tenute in ostaggio dallo Stato Islamico nella città vecchia di Mosul, con poco cibo, poca acqua e praticamente nessun medicinale. Lo hanno riferito i civili che sono riusciti a fuggire.

La quasi totalità dei Mosul è tornata sotto il controllo di Baghdad, e il sogno di costruire un califfato è tramontato. Ma affinché la città venga del tutto liberata serve che arrivino i rinforzi per dare man forte alla truppe governative già sul campo.

Anna Pedri

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