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Roma, 27 giu – Era il 13 giugno scorso, quando Virginia Raggi scrisse una lettera al Prefetto di Roma in cui chiedeva una moratoria sui nuovi arrivi di migranti a Roma”, parlando di “conseguenze sociali devastanti” in caso di nuovi arrivi. Un clamoroso dietrofront per la Raggi rispetto alle politiche boldriniane in tema di accoglienza applicate fino al giorno prima, dovuto ad un cinico calcolo politico in seguito alla batosta ricevuta dal Movimento 5 Stelle alle amministrative solo due giorni prima. Ad ordinare la “svolta a destra” era stato chiaramente Beppe Grillo, che si era messo anche improvvisamente a chiedere la “chiusura dei campi rom”,  il “censimento di tutte le aree abusive e le tendopoli” e l’espulsione dalla città “degli sbandati”.



Eppure il Primato Nazionale è venuto in possesso della prova che si trattava solo di fuffa, di mero calcolo politico. Una lettera scritta da Virginia Raggi all’assessore alle Politiche Sociali, Laura Baldassarre, dimostra come la svolta “anti immigrati” di Virginia Raggi fosse totalmente falsa. E’ datato 19 giugno, quindi ben 6 giorni dopo la lettera che la “sindaca” ha scritto al Prefetto per chiedere lo stop degli arrivi.

Cara Laura, nell’ambito delle iniziative a sostegno delle politiche di inclusione al centro dell’azione dell’Amministrazione capitolina si è dato un corso ad un Protocollo di Intesa tra Roma Capitale e la Prefettura che consentirà ai richiedenti asilo di svolgere attività di volontariato, al fine di sviluppare un percorso necessario di integrazione sociale. Restituire dignità a queste persone è un preciso impegno che ci siamo assunti, pertanto. Ti chiedo cortesemente di fornirmi notizie sullo stato dell’arte ed dei tempi ancora occorrenti per la sottoscrizione tra le parti del predetto Protocollo. Nel restare in attesa di urgenti comunicazioni al riguardo ti saluto cordialmente. Virginia Raggi”. 

Altro che stop ai nuovi arrivi, la preoccupazione di Virginia Raggi sembra solo quella di integrare di più i richiedenti asilo (a tutti gli effetti immigrati clandestini). La realtà è che la “sindaca” non sa che pesci pigliare. Lei vorrebbe proseguire con le sue idee boldriniane per le quali giudica “l’immigrazione una risorsa per Roma”, vorrebbe continuare ad organizzare meeting con i sindaci delle capitali europee per ribadire la sua posizione a favore dell’accoglienza a tutti i costi, ma gli ordini arrivati da Grillo e Casaleggio e il crollo del consenso dei romani nei suoi confronti, la obbligano a riposizionarsi su posizioni filo leghiste.

Nel frattempo però arrivano le scadenze, come la realizzazione del protocollo di intesa citato nella lettera, già annunciato in realtà nell’aprile scorso e la proroga dei vari centri di accoglienza sparsi per la Capitale, a cominciare da quello del Tiburtino III la cui concessione scadrà il prossimo 30 giugno. Una lettera come questa, di cui siamo venuti in possesso, dimostra che la “sindaca” vuole in qualche modo rassicurare la sua “assessora” di sinistra, Laura Baldassarre, e tutte quelle associazioni vicine ai centri sociali coinvolte nella gestione dei centri di accoglienza, che già la stanno accusando di “fascismo”.

Davide Romano



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