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Roma, 26 ago – Il fatturato è il fatturato, non sarà di certo un dipendente morto sul lavoro a fermare la macchina delle vendite. Devono averlo pensato i dirigenti di un supermercato Carrefour di Recife, nel Brasile nord orientale, che in seguito alla morte per infarto di un loro dipendente, avvenuta all’interno del negozio, hanno ordinato ai colleghi del defunto di coprire il corpo con alcuni ombrelloni lasciati aperti sul pavimento, circondandoli di scatoloni. Il tutto per evitare di chiudere l’esercizio e continuare a servire i clienti che entravano e uscivano dalla struttura.

Il dipendente morto era il direttore delle vendite Manoel Moisés Cavalcante, 59 anni. Il quotidiano inglese Sun riporta che i colleghi avevano cercato disperatamente di salvargli la vita, ma non vi è stato nulla da fare. La scena si è consumata alla presenza di alcuni clienti inorriditi. Tuttavia, invece di chiudere il negozio, il personale è stato obbligato a servire i clienti, ma solo dopo aver coperto il corpo con tre ombrelli, circondandolo con scatole di cartone per meglio nascondere la sua presenza all’interno dell’esercizio. L’incidente è è avvenuto il 14 agosto ma è venuto allo scoperto solo alcuni giorni dopo, in seguito all’onda montante delle critiche comparse sui social media.

Carrefour Brasil si è poi scusato pubblicamente, ammettendo l’errore nell’oltraggiosa gestione dell’emergenza: «Chiediamo scusa per il modo assolutamente inadeguato con cui è stata affrontata una tragedia come il triste e improvviso decesso di un nostro dipendente, il signor Moisés Santos. Lasciare il punto vendita aperto, invece di chiuderlo immediatamente, è stato un grave errore», anche se inizialmente Carrefour ha insistito sul fatto di «aver seguito le linee guida che non prevedevano la rimozione del corpo dal suo posto». La filiale locale della francese Carrefour SA, una delle più grandi catene di vendita al dettaglio in Brasile, ha dichiarato di aver ora modificato le proprie linee guida per casi simili futuri.

Cristina Gauri

 

2 Commenti

  1. Se hanno questo “rispetto” per loro stessi, figuriamoci per i clienti! Nel caso, li buttano direttamente nel rugo.

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