Roma, 12 mag – La Crimea russa? “Non la riconosceremo mai”. E’ quanto affermato da Volodymyr Zelensky, intervistato da Bruno Vespa. Nella puntata di Porta a Porta che andrà in onda stasera, il primo ministro ucraino sembra chiude – almeno per il momento – la discussione sulla penisola annessa de facto annessa alla Russia dal 2014, senza però escludere in modo categorico di poterne riparlare in futuro. Ecco le parole di Zelensky, stando alle prime anticipazioni.

Le parole di Zelensky a Porta a Porta

“Non ho mai parlato di riconoscere l’indipendenza della Crimea, non la riconosceremo mai come parte della Federazione russa e anche prima della guerra – ha detto Zelensky – la Crimea aveva autonomia, ma è sempre stato territorio ucraino. Noi abbiamo detto che siamo pronti a parlare con la Russia. Ora non possiamo deliberare una decisione sulla Crimea perché c’è la guerra, la lasciamo da parte se ostacola l’incontro e credo che questa proposta sia stata giusta”. Zelensky negli ultimi mesi in più di un’occasione ha aperto a una discussione con Putin sulla Crimea.

Una proposta che in realtà aveva fatto molto discutere, perché il premier ucraino sembrava aprire davvero alla possibilità di trattare sulla Crimea al tavolo dei negoziati. Questi ultimi, oltretutto, appaiono oggi come un miraggio. “Per quel che riguarda le trattative con la Russia, la questione si complica ogni giorno”, ammette Zelensky. Secondo il premier ucraino questo è dovuto al fatto che “ogni giorno i russi occupano villaggi” e “molte persone hanno lasciato le loro case, sono state uccise dai russi e vedo tracce di torture e uccisioni”.

Nessun compromesso, i russi se ne devono andare

A Porta a Porta il leader ucraino ha chiesto il ritiro delle truppe di Mosca, senza il quale non è possibile ragionare di eventuali patti: “I russi se ne devono andare e devono rispondere di quello che hanno fatto. Non possiamo accettare compromessi per la nostra indipendenza. L’Ucraina vuole la pace, cose normalissime come il rispetto della sovranità, dell‘integrità territoriale, delle tradizioni del popolo, della lingua. Possono essere cose banali ma sono tutte cose violate dalla Russia e che devono essere ripristinate”, ha detto Zelensky. “Dobbiamo liberare i villaggi e le case – ha quindi aggiunto – bisogna restituire quello che è stato saccheggiato”.

Poi Zelensky ha affermato di non vedere alcuna differenza “tra la posizione europea e quella americana” sulla guerra in atto. Perché “siamo tutti uniti sull’obiettivo di ripristinare l’integrità territoriale dell’Ucraina, ma senza forze armate ucraine potenti la base delle trattative con la Russia non sarà potente”. Il premier ucraino ha infine affermato di essere “grato a Mario Draghi” e si è detto “felice che l’Italia abbia adottato le sanzioni europee. Credo che questi passi, anche nell’ambito del turismo, sono stati molto forti. So che sono bloccati conti degli oligarchi russi per un valore di circa 1 miliardo, e sono grato all’Italia per questo passo”.

A suo avviso l’Ucraina, come affermato anche da Draghi, può vincere contro la Russia. Loro “sono quattro volte più grandi, il loro Stato è otto volte più grande, ma noi siamo dieci volte più forti come persone perché siamo sulla nostra terra. Per noi la vittoria è solo restituire le cose nostre, per loro è rubare qualcosa degli altri. Non siamo in condizioni di parità, la Russia è più forte, ma il mondo è unito intorno a noi, e sentiamo che passo dopo passo stiamo riuscendo. Quindi Draghi ha ragione, noi possiamo vincere perché stiamo combattendo per la verità e non siamo da soli”.

Alessandro Della Guglia

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3 Commenti

  1. “MENTALITÀ INFANTILE

    Certa destra reazionaria è innamorata degli slogan consolatori, dell’idea del complotto di pochi potenti a danno dei Popoli, nella perenne attesa dell’Uomo forte che porterà giustizia, magari russo…

    In pratica la stessa mentalità di un bambino di 6 anni…

    REDAZIONE KULTURAEUROPA”

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