Roma, 12 mag – A prima vista ricorda l’occhio di Sauron, prodotto della straordinaria fantasia di Tolkien, ma questa foto è reale e passerà alla storia. E’ l’immagine del buco nero al centro della Via Lattea, la nostra galassia, che per la prima volta è stato possibile fotografare. Si tratta dunque della prova definitiva che al centro della nostra galassia c’è davvero un buco nero. Mentre la prima foto di un buco nero, quello della galassia M87, risale ad appena tre anni fa, ma questa è per certi versi ancora più significativa. “Una prova schiacciante”, l’hanno definita i ricercatori durante la conferenza stampa organizzata a Roma.

buco nero, galassia

Buco nero al centro della Via Lattea: come è stato fotografato

Uno straordinario risultato resa possibile dalla collaborazione internazionale Event Horizon Telescope (Eht) e grazie al fondamentale contributo italiano dell’Istituto Nazionale di Astrofisica (Inaf), dell’Istituto Nazionale di Fisica Nucleare (Infn), e delle Università Federico II di Napoli e di Cagliari. L’immagine è molto importante a livello scientifico perché consente di comprendere il comportamento dei buchi neri che si pensa siano presenti al centro della gran parte delle galassie.

Il buco nero in questione, un supermassiccio chiamato Sagittarius A*, si trova a circa 27mila anni-luce dalla Terra, in direzione della costellazione del Sagittario, e compare nel cielo con una dimensione pari a quella che avrebbe una ciambella sulla Luna. Un paragone che fa capire quanto sia stato difficile riuscire a fotografarlo, con il team internazionale  Event Horizon Telescope che ha riunito otto osservatori radio-astronomici in tutto il mondo per realizzare un unico telescopio virtuale dalle dimensioni del pianeta Terra.

“E’ l’immagine che abbiamo sognato per oltre 20 anni, anzi è un risultato atteso da quasi 22 anni, da quando è stato proposto questo studio e personalmente la sognavo da 8 anni da quando ho iniziato questa impresa”, dice all’Adnkronos l’astrofisico Ciriaco Goddi, 46 anni, docente dell’Università di Cagliari e uno degli scienziati ad aver contribuito al progetto. “La rete Eht è in continua espansione e oggetto di importanti aggiornamenti tecnologici” a tal punto” potremo avere immagini ancora più impressionanti e addirittura filmati di buchi neri nel prossimo futuro”, afferma Goddi.

Alessandro Della Guglia

 

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. Oilà… è tornato qualcosa di nero ? In tempi arcobaleno, la forza, la somma delle frequenze-colori… può risultare un mistero traumatizzante, occhio…

Commenta