Roma, 29 set – North Stream, gli incidenti sarebbero avvenuti in una zona controllata dagli americani. La tesi-accusa viene dalla Russia, come riporta Agenzia Nova. In generale, le accuse tra Washington e Mosca su quanto accaduto nel Mar Baltico si stanno rimpallando costantemente.

North Stream, “incidenti in zona di controllo americana”. L’accusa russa

Le esplosioni nei gasdotti North Stream 1 e 2 sarebbero frutto di incidenti avvenuti in una zona controlata dall’intelligence statunitense, secondo quanto dichiarato dal portavoce del ministero degli Esteri russo Maria Zakharova. Così infatti riferisce l’agenzia di stampa Ria Novosti. La Zakharova ha sottolineato come le perdite successive alle esplosioni siano avvenute in una zona economica che si trova tra Danimarca e Svezia. Paesi, entrambi, “legati alla Nato” e in quanto tali per Mosca “completamente controllati dai servizi speciali statunitensi”.

“Gli Usa hanno il pieno controllo della situazione”

La Zakharova non esprime dubbi, anzi sicurezze, circa il fatto che gli Stati Uniti avrebbero “il pieno controllo della situazione” nell’area. Gli incidenti hanno causato danni enormi ai gasdotti. Secondo le fonti tedesche, qualora non venissero riparati in tempi brevi, potrebbero diventare ben presto inutilizzabili a titolo permanente. Questo perché l’acqua marina, ovviamente salata, potrebbe corrodere i tubi per sempre.

Alberto Celletti

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