Roma, 23 feb – “La nostra sicurezza non è negoziabile“: il presidente russo Vladimir Putin detta la condizioni all’Ucraina – rinunciare all’adesione alla Nato, demilitarizzare il Paese, riconoscere l’annessione della Crimea alla Russia. Intanto gli Usa annullano l’incontro Blinken-Lavrov. E il presidente Joe Biden sposta truppe nei Paesi baltici.

Putin detta le condizioni all’Ucraina: ritirare richiesta adesione alla Nato, demilitarizzare il Paese e riconoscere l’annessione della Crimea

Dopo il riconoscimento della Repubblica popolare di Donetsk e della Repubblica popolare di Lugansk e l’invio di truppe nel Donbass per “garantire la pace”, in conferenza stampa Putin dà l’ultimatum a Kiev. Tre le richieste di Putin all’Ucraina: il governo di Kiev dovrebbe ritirare la sua richiesta di adesione alla Nato, demilitarizzare il Paese e riconoscere l’annessione della Crimea alla Russia. “Se l’Ucraina si doterà di armi nucleari tattiche, sarà una minaccia strategica per la Russia. L’Ucraina ha avuto, nel suo passato sovietico, competenze nucleari molto vaste, in termini di reattori, tecnologia, conoscenze, specialisti. Sarebbe molto facile dotarsi di armi nucleari rispetto ai Paesi che devono iniziare da zero”, spiega Putin.

Il presidente russo spiega perché ha riconosciuto la sovranità di Donetsk e Lugansk

La Russia, prosegue il presidente, ha riconosciuto la sovranità delle regioni di Donetsk e Lugansk secondo i confini previsti “quando erano parte dell’Ucraina”. Questo significa che Mosca ha riconosciuto un territorio molto più vasto di quello occupato, dal 2014, dalle Repubbliche popolari. “Riconosciamo la loro costituzione. E nelle costituzioni, i confini sono definiti entro i confini delle regioni di Donetsk e Lugansk, al momento in cui erano parte dell’Ucraina”, chiarisce Putin.

“La nostra sicurezza non è negoziabile”

Il presidente russo poi è tornato sulla possibilità dell’Ucraina di dotarsi di armi nucleari. “Non sono in grado di arricchire l’uranio. Ma è solo una questione di hardware, non è un problema che non siano in grado risolvere. Quanto ai sistemi di lancio di queste potenziali armi nucleari, hanno vecchi missili sovietici che possono colpire obiettivi a centinaia di chilometri di distanza”, precisa Putin. Ecco perché “la nostra sicurezza non è negoziabile”, ribadisce.

Il segretario di Stato Usa Blinken annulla l’incontro con il ministro degli Esteri russo Lavrov

Intanto il segretario di Stato americano Antony Blinken ha annullato l’incontro con il ministro degli Esteri russo, Sergey Lavrov, che avrebbe dovuto esserci domani per discutere la crisi tra Ucraina e Russia. “La scorsa settimana avevo accettato di incontrare il ministro degli Esteri russo Sergey Lavrov il 24 febbraio, per discutere le preoccupazioni dei nostri Paesi sulla sicurezza europea. Ma “il meeting si sarebbe tenuto “solo se la Russia non avesse invaso l’Ucraina”, spiega Blinken. “L’invasione sta iniziando e la Russia ha chiarito il proprio totale rifiuto della diplomazia. Non ha più senso andare avanti con l’incontro a questo punto. Mi sono consultato con i nostri alleati e partner. Sono tutti d’accordo. Ho inviato al ministro Lavrov una lettera per informarlo”, dice Blinken durante la conferenza stampa congiunta con il ministro degli Esteri ucraino Dmytro Kuleba.

Biden annuncia le sanzioni contro Mosca

Dal canto suo, il presidente Usa Joe Biden annuncia che “la Russia pagherà un prezzo carissimo”, spiegando che le sanzioni di Washington nei confronti della Russia colpiscono sia le banche che le ”le élite con i loro familiari”. Biden accusa Putin: “Questo è l’inizio di un’invasione russa dell’Ucraina. Crediamo che la Russia voglia andare oltre, spero di sbagliarmi. Potrebbe addirittura marciare verso Kiev. Inizierò ad imporre sanzioni in risposta, ben al di là dei passi che con i nostri alleati e partner abbiamo intrapreso nel 2014. Se la Russia si spinge oltre con la sua invasione, siamo pronti ad andare avanti con le sanzioni. In nome di chi – afferma il presidente Usa – Putin si sente in diritto di riconoscere nuovi Stati su territori che appartengono ad uno Stato confinante? E’ una violazione evidente del diritto internazionale e richiede una risposta netta dalla comunità internazionale”.

Il presidente Usa invia truppe nei Paesi baltici

Biden dunque prosegue l’escalation, inviando truppe nei Paesi baltici. “La Russia ha ammesso che non ritirerà i propri militari dalla Bielorussia, in risposta ho autorizzato ulteriori trasferimenti di truppe e equipaggiamenti già presenti in Europa per rafforzare i nostri alleati baltici: Estonia, Lettonia e Lituania. Questi sono tutti movimenti difensivi da parte nostra. Non vogliamo combattere contro la Russia ma difenderemo ogni territorio della Nato”, fa presente. Putin “ha minacciato guerra in modo esplicito a meno che le sue richieste non vengano accolte. La Russia in questa vicenda è l’aggressore”, conclude Biden.

Ora la parola sta all’Ucraina

In sostanza, allo stato attuale il capo della Casa Bianca non è più disposto a incontrare Putin. Sul fronte della diplomazia appare evidente che la situazione è in stallo. Visto e considerato che la Russia ha detto di essere disposta al dialogo ma ha detto anche chiaramente che “gli interessi nazionali non sono negoziabili” così come non è negoziabile la sicurezza. Anche la Ue annuncia sanzioni dure, che “faranno malissimo alla Russia” (che come rappresaglia alzerà i prezzi del gas). Parola all’Ucraina, dunque.

Adolfo Spezzaferro

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3 Commenti

  1. ha ragione putin:
    la nato NON ha rispettato gli accordi firmati a suo tempo e lo sta COSTRINGENDO,
    a difendere i suoi interessi…
    ANCHE con la forza,visto che delle parole e dei trattati gli americani se ne sono SEMPRE fregati.

    i nostri governanti dovrebbero prendere atto che sono in torto marcio a seguire i dettami nato,
    che ci mettono in pericolo aiutandoli e
    che ci danneggiano economicamente supportanto sanzioni e company largamente ingiustificate,carte alla mano.

    e biden che fa tanto il re della montagna….nella realtà è un pallone gonfiato in attesa del primo spillo per esplodere,e non si sarebbe azzardato a portare le cose a questo punto,se non avesse avuto dietro
    una UE imbecille in ginocchio a leccargli le terga sino ad uscire dalla bocca:
    e il suo VERO posto NON è sulla poltrona del presidente americano,ma su una comoda in qualche casa di riposo:
    solo così non farebbe questi danni.

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