Roma, 26 mar – Non c’è pace per Padre Dante. Nei giorni in cui viene celebrato il Dantedì, – posto che convenzionalmente i dantisti fanno coincidere il 25 marzo con l’inizio del viaggio dantesco nell’Aldilà – monta una feroce polemica che accusa l’Alighieri di islamofobia.



Nulla di nuovo, in realtà, visto che già nel 2012 un gruppo di ricercatori consulenti ONU avevano accusato di razzismo e di intolleranza nei confronti dell’Islam l’autore della Divina Commedia. Ma ora l’assalto, nel nome dell’onda montante del politicamente corretto, sembra alzarsi di livello e colpisce direttamente la pubblicazione del testo.

In Olanda va in scena Dante mutilato dai buonisti

Infatti in Olanda, la casa editrice Blossom Books ha pensato «bene» di editare una nuova versione dell’Inferno dantesco, privandolo della presenza di Maometto tra i dannati di Malebolge. La traduttrice Lies Lavrijsen si è arrogata il diritto di mutilare il capolavoro poetico, trovando sostegno nella amministratrice delegata della casa editrice. La quale ha dichiarato che il nome di Maometto sarebbe risultato «inutilmente offensivo per un pubblico di lettori che è una parte così ampia della società olandese e fiamminga». Leggi: i lettori di fede islamica. Mai sia che qualcuno si indispettisca troppo.

La sorte che Dante riserva a Maometto

In Olanda la popolazione musulmana è di circa il 5% della popolazione totale, a fronte di un 30% di varie sfumature della fede cristiana, con i cattolici in larga maggioranza al 24% e i protestanti al 6%. In realtà appare incredibile e increscioso che un capolavoro della letteratura moderna che risale a secoli fa possa essere giudicato ricorrendo ai paradigmi di un politicamente corretto psicotico e tutto contemporaneo. Nel caso specifico, ad essere contestata e giudicata insensibile e islamofoba, è la sorte ultraterrena che Dante ha riservato a Maometto, nel canto XXVIII dell’Inferno. Il poeta toscano, considerando Maometto un eretico dalla vera fede cristiana, lo pose all’Inferno e soprattutto gli riservò delle mutilazioni corporee che l’Islam considera un intollerabile oltraggio, specialmente se riguardanti il corpo del profeta.

Tagli arbitrari

In realtà la posizione di Dante nei confronti dell’Islam e in generale della cultura araba appare molto più complessa di quanto potrebbe apparire dal passaggio incriminato. Lo ha documentato con dovizia di particolari sin dal 1919 lo studioso ecclesiastico spagnolo Miguel Asìn y Palacios, nel suo classico volume L’escatologia musulmana nella Divina Commedia. Questo a conferma che il taglio del passaggio è a tutti gli effetti un capriccio arbitrario, che punta a ossequiare solo il politicamente corretto e non rende un buon servizio alla letteratura.

Cristina Gauri

La tua mail per essere sempre aggiornato

3 Commenti

  1. Ma perchè, i mangia-pecore fiamminghi leggono Dante? Si impedisca agli olandesi e quanti altri coglioni simili di tradurre e pubblicare Dante: lo stato metta un copyright nazionale sulle sue opere.

Commenta