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Roma, 26 mag – Di interesse globale sono le rivelazioni dell’intelligence americana sull’origine del Covid-19 in Cina e pubblicate dal Wall Street Journal. Ne abbiamo già scritto sul Primato Nazionale, e in sintesi si racconta che a novembre 2019, ossia oltre un mese prima dell’allarme lanciato da Pechino, ben tre scienziati dell’Istituto di virologia di Wuhan contrassero il Covid-19. Si tratta del medesimo centro di ricerca in cui la dottoressa Shi Zhengli stava lavorando a un vaccino capace di prevenire epidemie da coronavirus. Non a caso, difatti, all’indomani dell’inizio della pandemia la stessa dottoressa Zhengli, durante un’intervista a Scientific American, si lasciò sfuggire che vi erano ottime possibilità che i contagi fossero partiti proprio dal suo laboratorio. Rivelazione, questa, costatale la libertà, tanto che da quel giorno è finita nell’ombra senza poter più avere a che fare con l’opinione pubblica.



Quando la Cina diede l’allarme

Il via dato dal Wall Street Journal dà la possibilità di esaminare la vicenda cinese da più prospettive, ovvero anche da prospettive italiane. La narrazione dell’allora governo Conte bis vuole che l’Italia seppe della diffusione del virus il 31 dicembre, ovvero quando la Cina diede l’allarme. L’unico leader nel mondo ad aver avuto il coraggio di mettere in discussione lo storytelling cinese è stato Donald Trump, il quale ha sempre puntato il dito verso Pechino accusandolo di reticenze e di aver mentito. Insomma, il tycoon accusava il Dragone di ritardi nella diffusione della notizia, i quali hanno creato danni che si sarebbero potuti evitare con un maggior tempismo. Il governo italiano, invece, asseriva di credere ciecamente alle spiegazioni cinesi, decidendo di dare credito a un interlocutore per niente affidabile, dato che la cifra di una dittatura consiste proprio nell’utilizzo arbitrario di una sua, e sua soltanto, verità.

Cosa sapeva l’Italia sull’origine del Covid?

Peccato però, come ricordato ieri nell’editoriale de Il Giornale, che il libro di Roberto Speranza Perché guariremo, prontamente tolto dalle librerie dato che il paese non era guarito, riferiva che fin da dicembre “si rincorrevano le voci su nuovi focolai virali nella provincia di Wuhan”. Come è possibile un’affermazione simile se il primo annuncio della Cina sula diffusione del virus risale, come già detto, al 31 dicembre 2019?
Altra questione delicata, sempre ricordata da Il Giornale: il 9 novembre 2019 il ministro Speranza e il suo collega cinese si incontrarono a Roma per concludere un accordo sanitario incentrato a “sviluppare strategie di prevenzione per affrontare anche la pandemia di malattie infettive come l’influenza”. Si tratta del medesimo periodo in cui, leggendo le indiscrezioni del Wall Street Journal, i tre scienziati dell’Istituto di virologia di Wuhan si ammalarono.

Potrà essere una coincidenza, ma le date coincidono e forse non è un caso che il governo di Pechino, durante l’esplosione della pandemia in casa propria, si sia rivolto per stringere un accordo sanitario a un governo – il nostro – piuttosto amichevole nei confronti di una delle più spietate dittature al mondo. Dobbiamo forse supporre che il ministro Speranza fosse a conoscenza dell’inizio dei contagi a Wuhan? Se è vero, come il ministro della Salute ha scritto nel suo libro, che le prime notizie sui focolai cinesi si sono avute a dicembre 2019, sarebbe interessante capire come mai il governo italiano donò alla Cina nel febbraio 2020 un’immane quantità di dispositivi di protezione individuale e di macchinari per curare l’infezione.

Domande senza risposte

Si tratta di oltre due mesi dopo le notizie riportate da Speranza nel suo libro, ed è ormai accertato che a febbraio 2020 il Covid fosse già più che presente in Italia, in particolar modo in Lombardia. In quel periodo il governo e il ministro della Salute non sapevano che il virus si stava ovviamente diffondendo e che quei dispositivi si sarebbero rivelati vitali per gli italiani? Domande, le nostre, che probabilmente rimarranno senza risposte. Intanto tre milioni e mezzo di persone sono scomparse a causa delle menzogne del governo comunista cinese col quale l’allora nostro esecutivo andava d’amore e d’accordo.

Lorenzo Zuppini

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2 Commenti

  1. In effetti, troppe stranezze hanno girato e continuano a girare intorno al caso-COVID-19…

    Per carità, sicuramente non c’entra nulla, però, io ricordo che il primo allarme fu lanciato, in Cina, per via di alcuni casi di peste bubbonica – si disse – provenienti dalla Mongolia:

    https://www.nytimes.com/2019/11/13/world/asia/plague-china-pneumonic.html

    https://www.ilsecoloxix.it/mondo/2019/11/14/news/pechino-isolati-due-casi-di-peste-le-autorita-rischi-di-contagio-molto-bassi-ma-sui-social-c-e-preoccupazione-1.37902964

    A Dicembre venne lanciato l’altro allarme, relativo al “Coronavirus”. Inizialmente, erano i politicanti della sinistra-arcobalenizzata (compreso il dottore Roberto Speranza, ministro dal 5 Settembre 2019), sostenuta anche dalle rassicuranti interviste del dottore Roberto Burioni, a minimizzare il problema, dicendo che l’unico vero virus fosse il razzismo degli italiani:

    https://www.la7.it/laria-che-tira/video/coronavirus-roberto-burioni-il-virus-da-noi-non-ce-niente-panico-03-02-2020-305450

    https://www.adnkronos.com/virus-burioni-in-italia-il-rischio-e-zero_1THzb1b2Qux3zmRxrO9YRM?refresh_ce

    A supportare il tutto e per smontare la italica psicosi razzista, venne mobilitata anche LEI: la regina della TV delle (eterne) ragazze:

    https://www.notizie.it/lifestyle/2020/01/31/coronavirus-barbara-durso/

    Il tutto, poi, andò a finire così:

    https://www.leggo.it/spettacoli/televisione/barbara_urso_pomeriggio_cinque_inseguimento_diretta_elicottero-5168860.html

    Nel frattempo, si verificarono “strani casi” riguardanti le mascherine:

    https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/febbraio-conte-arraffava-mascherine-italiani-153183/

    E poche settimane dopo, la catastrofe:

    https://www.ilprimatonazionale.it/cronaca/bergamo-70-salme-cremare-citta-spaventosa-mezzi-militari-video-150160/

    Il resto è triste storia recente…

  2. Tutti si concentrano sulla origine del sino-virus 19, senz’ altro motivo primario di studio e di prevenzione.
    Non trascurerei però anche una analisi profonda circa le vie di contaminazione, di propagazione assolutamente inusitata per scoprire la malafede/ignoranza nella etiologia completa del fenomeno. Non ci sono solo carenze nella corretta gestione della ns. sanità… Tanto per cominciare, valutiamo il reale stato di igiene nella alimentazione sempre più assurdamente “crociata” da operazioni di import-export assai speculative e congelanti qualità discutibili alla origine! Questo virus per esempio ha attecchito nei sistemi digestivi, non solo in quelli respiratori.
    Qui c’è pure il rischio futuro dell’ uso scriteriato di vaccini o pseudo tali…, come cerotti!

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