Roma, 3 lug – Se la Nigeria è un Paese povero è anche perché esporta petrolio grezzo ma importa tutto il resto, compresi carburanti e altri derivati del petrolio. Questa situazione crea grossi problemi alle imprese locali, viste le scarse riserve di valuta pregiata che vengono utilizzate per comprare ciò che potrebbe essere prodotto in loco. La buona notizia però è che qualcuno ha deciso di agire e tentare di risolvere questo annoso problema, costruendo una grossa raffineria e un importante impianto di produzione di fertilizzanti che dovrebbero permettere alla Nigeria di produrre in loco carburanti e fertilizzanti, permettendo alla Banca centrale nigeriana di ottenere guadagni enormi in termini di valuta pregiata.

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Nigeria, un impianto di fertilizzati per la crescita economica

A investire in questi impianti è il miliardario nigeriano Aliko Dangote il quale ha quasi completato la mega raffineria che dovrebbe entrare in funzione il prossimo autunno, producendo 650mila barili di carburante al giorno. Ma come dicevamo questo non è l’unico progetto in cantiere, visto che pochi mesi fa è stato attivato l’impianto di produzione di fertilizzanti che dovrebbe garantire alla Nigeria non solo di soddisfare il fabbisogno interno ma anche di iniziare le esportazioni.

Costato 2,5 miliardi di dollari, questo impianto potrebbe far guadagnare alla Nigeria circa 5 miliardi di dollari all’anno, se consideriamo le richieste già pervenute non solo dall’Africa ma anche dai Paesi europei che cercano fornitori alternativi alla Russia. Questo impianto è situato vicino alla città di Lagos, su una superficie di 500 ettari, e usa i depositi di gas naturale per produrre fertilizzanti a base di azoto e urea. Ha una capacità di 3 milioni di tonnellate all’anno.

Giuseppe De Santis

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