Bruxelles, 13 apr – “Buone notizie per l’Italia: al via il primo pagamento dal Next Generation Eu per 21 miliardi di euro per l’Italia“: così Ursula von der Leyen annuncia la prima tranche di Pnrr per il governo Draghi. La presidente della Commissione europea su Twitter, in un misto di italiano e inglese, aggiunge: “Complimenti all’Italia. Next Generation Eu è l’opportunità di una generazione”. Ma c’è poco da esultare: i soldi sono vincolati a politiche economiche decise da Bruxelles e che non hanno nulla a che fare con ciò che serve alla nostra nazione per uscire dalla crisi.

Von der Leyen e Gentiloni annunciano il primo pagamento del Pnrr per l’Italia

“Deciso stamattina il primo pagamento europeo per il Pnrr italiano: 21 miliardi grazie al raggiungimento degli obiettivi concordati per fine 2021. La Commissione è al lavoro con autorità italiane per continuare l’attuazione di Next Generation“. Così, sempre su Twitter, il commissario Ue all’Economia Paolo Gentiloni.

Bruxelles si congratula con l’Italia: “Ha compiuto progressi sufficienti”

In un video messaggio pubblicato sul social, la von der Leyen indica che “l’Italia ha compiuto progressi sufficienti nell’attuazione del piano nazionale per la ripresa e può ricevere il primo pagamento nell’ambito del Next Generation Eu” una volta che “anche gli Stati membri avranno dato il loro semaforo verde”. La presidente della Commissione europea ricorda che l’Italia è “la principale beneficiaria del Next Generation Eu e riceverà complessivamente 191 miliardi di euro”. “Quindi congratulazioni all’Italia, continua così!”, aggiunge, assicurando che Bruxelles è al fianco del Paese “sulla via verso la ripresa”.

Sono tanti i miliardi in prestito che dovremo restituire

Lo scorso 30 dicembre era stata spedita dal ministero dell’Economia la lettera alla Commissione Ue con la richiesta di accredito della prima rata dei fondi Pnrr. In ballo, dopo l’anticipo da 24,9 miliardi riconosciuto all’Italia in agosto, altri 24,1 miliardi. Soldi erogati alla luce delle verifiche sul raggiungimento dei 51 obiettivi assegnati all’Italia per il 2021. La nuova rata è divisa quasi equamente fra prestiti e contributi a fondo perduto. I prestiti, che entrano nel debito pubblico in quanto soldi da restituire, valgono in questo caso 12,6 miliardi. Mentre i sussidi sono previsti per 11,5 miliardi.

Così a dettare l’agenda è l’Ue e le imprese italiane restano senza sostegni

Il punto però, al di là dei toni trionfanti di Bruxelles, è che – a parte il fatto che si tratta di soldi nostri che ci vengono soltanto in parte restituiti – con il Pnrr è l’Ue a dettare l’agenda delle politiche economiche per la nostra nazione. Ecco perché, tanto per fare un esempio, per circa la metà delle imprese italiane i soldi del Pnrr non hanno alcun impatto. Perché digitalizzazione, rivoluzione verde e infrastrutture e mobilità sostenibili, non sono ritenuti rilevanti “come traino dell’attività”. Il fattore di sostegno più importante è invece considerato il rilancio della domanda interna, che è scarsa a causa appunto della crisi economica.

Adolfo Spezzaferro

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