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Vicenza, 1 mag – Oggi a Vicenza i commercianti hanno festeggiato la “festa del lavoro che non c’è”: il loro. Sono centinaia gli esercenti vicentini che silenziosamente e dignitosamente hanno protestato oggi in piazza e che si dicono “pronti a riaprire subito” per non perdere “il fatturato più importante dell’anno”. Ma non solo nella città veneta i negozianti chiedono ai loro primi cittadini di riaprire: accade anche a Palermo, Codogno e Gallipoli.

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La protesta “silenziosa” di Vicenza

L‘associazione Vetrine del centro storico di Vicenza ha scelto di protestare sebbene la prefettura gli avesse inviato un invito «cortese» a rimanere a casa. «Non eravamo autorizzati, ma siamo stati assolutamente corretti” dice Anna Jannò, dell’Associazione Vetrine del centro storico “abbiamo mantenuto le distanze di sicurezza, eravamo tutti adeguati alla legge, e per evitare assembramenti abbiamo ridotto la presenza il più possibile: alla fine credo fossimo circa qualche centinaio di persone, tra cui il nostro sindaco, due assessori comunali e uno regionale, che ci hanno dato il loro sostegno. Tutto alla luce del sole: ciascuno di noi aveva un cartello col proprio nome, e volendo hanno potuto identificarci». Secondo i calcoli delle forze dell’ordine in strada vi erano circa 250 persone, ma alla domanda se avessero intenzione di emettere dei provvedimenti nei confronti dei manifestanti è stato risposto “Valuteremo”.

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“Stiamo perdendo il fatturato più importante dell’anno”

La manifestazione è durata mezz’ora: tutta via Dalmazia è stata ripopolata dai negozianti che hanno manifestato silenziosamente, a distanza l’uno dall’altro. «Stiamo perdendo il fatturato più importante dell’anno” dichiara ancora la Jannò “e ci vorranno almeno due anni per riprenderci. Siamo tutti pronti a riaprire in sicurezza, lo abbiamo sottolineato più volte. Siamo stati maggioranza silenziosa a lungo, ora vogliamo far sentire la nostra voce». Francesco Rucco, primo cittadino di Vicenza, ha partecipato anche lui al flash mob dei commercianti: «Per tutti quei lavoratori che chiedono di tornare a riprendere la loro attività mi auguro che a breve possa essere presa una decisione che consenta di tornare al proprio posto di lavoro garantendo tutte le misure necessarie per evitare il ritorno del contagio. Se prevarrà il buon senso da parte di tutti sono sicuro che usciremo da questa situazione in maniera positiva».

Le proteste in tutta Italia

Ma non solo a Vicenza: anche a Gallipoli, a Codogno, a Palermo e a Torino i commercianti hanno protestato per vedere realizzata la loro volontà di riaprire. A Gallipoli, in Puglia, i commercianti hanno agganciato i lucchetti delle proprie attività sulla cancellata del comune consegnando  simbolicamente le chiavi dei loro negozi al sindaco Stefano Minerva. A Codogno – uno degli epicentri del coronavirus in Italia – sono stati una quarantina i negozianti che sono scesi in piazza sempre in silenzio, seguendo tutte le norme anticontagio, sempre per consegnare le chiavi dei loro negozi alla giunta comunale. In via Libertà, a Palermo, centinaia di esercenti (artigiani, liberi professionisti, parrucchieri, barbieri e partite iva) hanno fatto una “passeggiata di protesta” mentre a Torino i rider hanno protestato, in sciopero, a piazza San Carlo.

Ilaria Paoletti

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