Roma, 30 nov — E’ iniziato l’attesissimo processo a Ghislaine Maxwell, l’ex compagna del miliardario pedofilo Jeffrey Epstein suicidatosi in carcere — in circostanze alquanto bizzarre — nell’agosto del 2019. Maxwell è lʼereditiera figlia dellʼex editore del tabloid The Daily Mirror e deputato britannico Robert Maxwell, anch’egli morto in circostanze misteriose nel 1991. 

Ghislaine Maxwell, al via il processo

La donna è finita in manette un anno e mezzo fa al termine di una rocambolesca fuga durata mesi: ora è accusata di avere reclutato decine di minorenni da dare in pasto allo stesso Epstein, spesso approfittando dell’indigenza delle vittime che venivano convinte a prostituirsi. Non solo: secondo l’accusa la Maxwell, oltre a essere la «manager» dei sordidi traffici, avrebbe anche partecipato attivamente agli abusi e alle violenze sia nella casa di Epstein, a Manhattan, sia nelle ville di Palm Beach e in New Mexico.

Minorenni reclutate e abusate

Secondo il procuratore di Manhattan Ghislaine «reclutava, plasmava e addestrava» le ragazzine, tutte adolescenti, di cui Epstein e i suoi ospiti abusavano. Sono state le testimonianze di alcune delle vittime a comporre l’impianto accusatorio. «Ghislaine è la persona che abusava di me in modo sistematico. Era lei che mi aveva ingaggiata, spiegato che cosa dovessi fare, addestrata a diventare una schiava sessuale», spiega Virginia Giuffre, oggi 37 anni. Sono per ora quattro le vittime coinvolte nel dibattimento iniziato ieri nella Corte Federale di Manhattan e basato su fatti accaduti dal 1994 al 2004; ma la giudice Alison Nathan ha fatto sapere che permetterà  al pubblico ministero «di estendere il raggio degli accertamenti».

La parabola di Epstein e Maxwell

Trasferitasi a New York nel 1991, Maxwell va ad abitare in un appartamentino nell’Upper West Side di Manhattan. Incontra Epstein e in breve tempo ne diventa l’inseparabile fidanzata, per poi ricoprire il ruolo di amministratrice delle proprietà immobiliari del miliardario. A Manhattan, a Palm Beach, in Florida, a Parigi, nel New Mexico e nelle Virgin Islands. Ed è in quel periodo, riferisce l’accusa, che Ghislaine inizia a entrare in contatto con le minorenni da iniziare alle orge a cui lei stessa, almeno inizialmente, partecipava. La volontà delle adolescenti, si legge nelle carte, veniva sistematicamente forzata; le vittime veniva costrette a subire ogni sorta di abusi e nefandezze. Proprio in quegli anni la coppia ospitava Bill Clinton sul Lolita Express, l’aereo privato di Epstein, ed organizzava festini erotici nella Little St.James Island.

Sei capi di imputazione

Nel 2019 scattano le manette per Epstein, che si suicida in carcere in circostanze tutt’altro che chiare. Nel luglio del 2020 Maxwell viene arrestata in New Hampshire, in seguito alle accuse di tre donne. La donna ha atteso per quasi 500 giorni il processo nel Metropolitan Detention Center di Brooklyn, lamentandosi delle «condizioni inumane»: «Vivo in isolamento, dormo con una luce sempre accesa che ha rovinato i miei occhi; la cella è infestata da scarafaggi e topi; il sistema fognario è rotto; sono stata aggredita dalle guardie». Su di lei pendono ora sei capi di imputazione, a cominciare dal traffico di minori che da solo può costarle fino a 40 anni di prigione. In tutto rischia fino a 80 anni di reclusione. 

Cristina Gauri

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