Madrid, 30 apr – Per la sinistra europeista è diventato il nuovo salvatore della patria contro la marea sovranista. Stiamo parlando di Pedro Sanchez, il leader del Partito socialista spagnolo, uscito vincitore dall’ultima tornata elettorale. Anche se avrà enormi difficoltà nel formare una maggioranza, Sanchez è infatti indicato a modello per i suoi buoni sentimenti europeisti e l’umanità dimostrata nei confronti dei «migranti». Tutto bellissimo, peccato solo che nel 2016 il leader socialista fece una figuraccia colossale: in un video diffusosi in maniera virale sui social, infatti, lo si vede salutare degli immigrati africani per poi, con invidiabile nonchalance, pulirsi la mano.

Sanchez «il pulito»

Il video, girato durante una passeggiata elettorale a ridosso delle Politiche del 2016, suscitò ovviamente un vespaio di polemiche, con reazioni che oscillarono tra l’insulto, l’indignazione e, in alcuni casi, l’ironia: qualcuno, infatti, condivise il video commentando con un semplice «Sanchez il pulito», facendo riferimento al soprannome affibbiato al leader socialista in opposizione agli scandali che avevano travolto il Partito popolare spagnolo. Sanchez, naturalmente, non prese bene le critiche e tentò goffamente di rintuzzare gli attacchi: parlò di strumentalizzazioni dei suoi avversati politici «per danneggiarmi e per attaccare il partito che rappresento. Il mio impegno per la difesa dell’uguaglianza, della tolleranza e della diversità – aggiunse – non può essere messo in discussione». Le immagini, però, raccontavano – e raccontano tutt’oggi – un’altra storia.    

Quella sinistra che disprezza i poveri

Ma Sanchez, va detto, è in buona compagnia. Tra gli altri «eroi» della sinistra chic, come non ricordare il premier socialista francese François Hollande o la democraticissima Hillary Clinton, i quali hanno definito i poveri, i proletari, rispettivamente «sdentati» e «deprecabili»? E sempre in terra di Francia possiamo rintracciare un altro campione dell’altezzoso disprezzo che la sinistra nutre per il «popolaccio»: si tratta nientemeno di Emmanuel Macron, emblema dell’europeismo anti-sovranista, che prima liquidò uno sciopero di operai con un «invece di piantare casino, farebbero meglio a cercarsi un lavoro», e poi finì per bullizzare un povero disoccupato dicendogli «se attraverso la strada, un lavoro te lo trovo io». Cronache di ordinaria «demofobia» progressista.

Valerio Benedetti

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