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Kiev, 26 nov – È altissima la tensione tra Russia e Ucraina dopo la battaglia navale avvenuta nelle acque del mar Nero. Kiev ha accusato Mosca di aver speronato con una nave della guardia costiera un suo rimorchiatore, causando danni ai motori e allo scafo della nave. L’incidente è avvenuto ieri mattina mentre tre navi della Marina ucraina stavano transitando da Odessa sul Mar Nero a Mariupol nel Mar d’Azov, attraverso lo Stretto di Kerch, la parte di mare che separa la Russia dalla Crimea.
Da Mosca ancora nessun commento sull’accaduto. Va però notato che tali fatti sono avvenuti dopo che la Russia aveva accusato Kiev di aver violato le acque russe, bloccando l’accesso al Mar d’Azov con una petroliera posizionata sotto un ponte nello stretto di Kerch. Mosca ha accusato inoltre l’Ucraina di aver deliberatamente messo in atto una “provocazione” per creare l’occasione di un conflitto, poiché il movimento della flottiglia non era stato comunicato alle autorità che gestiscono il traffico navale nello Stretto. Esiste un trattato del 2003 che definisce lo Stretto di Kerch e il Mare di Azov come acque territoriali condivise, ma dal 2015 la Russia sta esercitando un maggiore controllo sul passaggio.
Questa mattina è stata convocata dal presidente ucraino Petro Poroshenko una riunione d’emergenza del governo, anche se ha dichiarato di non avere alcune intenzione di fare la guerra alla Russia. Anche il Consiglio di Sicurezza delle Nazioni Unite ha convocato una riunione di urgenza, chiesta sia dalla Russia sia dall’Ucraina
In Ucraina è stata anche chiesta la legge marziale per 60 giorni, in seguito ai violenti scontri che sono scoppiati a Kiev dopo la battaglia navale. Nella notte centinaia di si sono riuniti sotto l’ambasciata russa e hanno dato fuoco ad auto, fra cui un veicolo diplomatico. Intanto, il ministero della difesa ha reso noto di aver diramato l’ordine di mettere le forze armate in stato di allerta operativa.
Anna Pedri

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