Roma, 31 ott – Assistiamo all’ennesimo scontro politico ed istituzionale in atto tra la Polonia e l’Unione Europea, che questa volta appare più grave rispetto alle occasioni precedenti. Sino ad ora le crisi si erano presto risolte con accordi ed annunci rasserenanti da ambo le parti, senza sfociare in sanzioni economiche e politiche degne di nota. Ad oggi, il clima riscontrato pare essere quello precedente alla resa dei conti, con l’Ue arrivata a minacciare l’esclusione di Varsavia dalla ripartizione dei fondi del Recovery Fund. Eventualità che, stando alla replica delle istituzioni polacche, comporterebbe l’avvento della “terza guerra mondiale”.



Probabilmente tale scenario resterà nelle fantasie degli osservatori, ma c’è da aspettarsi che lo scontro comporti delle conseguenze di complessa gestione. La sovranità monetaria della Polonia non consente all’Unione Europea di esercitare le pressioni ed i ricatti utilizzati solitamente con le altre nazioni del consesso. Motivazione per cui Varsavia può usufruire di maggiore forza politica per contrastare gli abusi istituzionali di Bruxelles.

Polonia vs. Unione Europea: è il principio di morte della seconda?

Oggetto della discussione attuale è, come noto, la nuova riforma della giustizia polacca che stabilirebbe una maggior “dipendenza” del potere giudiziario al governo. Situazione che sta destando notevole scalpore ma che assomiglia agli assetti di nazioni come Francia e Germania. L’accusa unilaterale di Bruxelles pecca della consueta mancanza di credibilità: una problematica che a lungo termine si finisce per pagare.

Anche in ragione di ciò, è necessario immaginare lo scenario che nascerebbe nei prossimi mesi dalla rottura dei rapporti tra Polonia ed Unione Europea e Polonia. Eventualità che potrebbe rappresentare il principio di morte della seconda. Anche altre nazioni come Ungheria e Svezia non appaiono infatti intenzionate a sottostare ai ricatti su giustizia, fisco e Stato di diritto. Le divergenze potrebbero pertanto provocare una frattura insanabile, che aprirebbe la strada allo sfaldamento dell’attuale organizzazione continentale. Se non addirittura ad una nuova crisi crisi della moneta unica. Ipotesi non ancora reali ma certamente verosimili, che nell’epoca post-pandemica si rivelerebbero letali per quel che si dimostra nuovamente un gigante dai piedi d’argilla.

Tommaso Alessandro De Filippo

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

  1. I Polacchi sono dei cioccolatai.

    Se avessero veramente le palle visto che neanche hanno il problema del ritorno alla valuta nazionale che si sono sempre tenuta se ne uscirebbero dall’unione e basta.

    Gli #EuroParassiti possono continuare a dormire sonni tranquilli.

Commenta