Shangai, 12 apr — Esplodono la rabbia e l’esasperazione degli abitanti di Shangai stremati da 14 giorni di lockdown anti Covid durissimo. Nella metropoli – dove risiedono 26 milioni di persone – letteralmente presa in ostaggio dal personale sanitario e di sicurezza, la tensione con i cittadini è alle stelle e sta sfociando nelle prime rivolte e scene di caos urbano.

Sui social media circolano con insistenza i video che riprendono scene di saccheggi in alcune zone della città, mentre in altre, gruppi di cittadini hanno deciso di violare le severissime misure di isolamento domiciliare per protestare di fronte alle sedi delle stazioni di polizia contro la scarsità di cibo — le consegne dei generi alimentari e di prima necessità latitano lasciano affamate milioni di persone — e la repressione feroce di qualsiasi forma di dissenso.

Shangai, popolo in rivolta contro il lockdown 

L’ultima ondata di casi positivi—  con la conseguente istituzione del lockdown totale per milioni di persone nella città di Shangai — ha letteralmente ingolfato il sistema delle consegne a domicilio cittadine; nemmeno l’intervento delle autorità locali è stato decisivo per la risoluzione del problema. Da giorni migliaia di cittadini, documentati da video online, si affacciano alle finestre dei loro appartamenti chiedendo aiuto e urlando per protesta contro le autorità e per incoraggiarsi a vicenda. Scene molto simili a quelle già viste a Wuhan nel 2020: quando tutto ebbe inizio.

E non è servito a nulla

Ci si aspetterebbe che tanto inumano rigore abbia per lo meno sortito qualche effetto sul fronte sanitario, ma i numeri dicono altro. Nel frattempo, il tempo passa e il peso sociale ed economico di queste misure si fa ingestibile. La dimissione di oltre diecimila pazienti dai lager-quarantena ha sortito solo da momentaneo effetto-tampone. «Vogliamo lavoro, vogliamo libertà», è il grido dei cittadini scesi in strada violando l’isolamento alla ricerca di qualcosa da mettere in tavola. Vi è poi il dramma umanitario, che sta passando scandalosamente sotto silenzio, della separazione dei bimbi dai genitori positivi al Covid, o viceversa: chi è positivo viene infatti prelevato dalla propria abitazione e relegato in una struttura di quarantena. Luoghi dove si fa più pressante la scarsità di materiali come coperte o disinfettanti. 

La dura repressione della polizia di Shangai

Migliaia di cittadini affacciati alle finestre urlano chiedendo aiuto 

Gatti e cani domestici appartenenti a soggetti in quarantena vengono uccisi barbaramente dalle autorità

Altri episodi di repressione

Cristina Gauri

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1 commento

  1. …uno scenario piacevole per i social-liberali / liberal-comunisti….uno scenario da sogno desiderato e in parte ottenuto per mario sfiga speranza morti “liberi e uguali” a un par di palle..

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