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Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu ha approvato una risoluzione per i negoziati in Siria. Non c’è accordo sul futuro di Assad, ancora sostenuto dalla Russia

New York, 19 dic – Il Consiglio di Sicurezza dell’Onu, superando le tradizionali ostilità interne, ha approvato all’unanimità una risoluzione sul processo di pace in Siria che prevede l’avvio dei negoziati nel mese di gennaio.

“E’ la prima risoluzione che riguarda il processo politico nel Paese mediorientale e rappresenta un passo importante su cui lavorare”, ha spiegato il segretario generale delle Nazioni Unite, Ban Ki-moon. Per ora si tratta sì di un via libera importante, dato il voto favorevole (e non scontato) dei cinque membri permanenti e con diritto di veto del consesso, ma allo stesso tempo il tutto rischia di arenarsi nell’immediato prosieguo, quando si tratterà di discutere i dettagli.

L’accordo, per ora, prevede infatti solo l’avvio del processo di pace per la Siria. Nulla invece è ancora sancito in merito al tema spinoso della questione, vale a dire il ruolo del legittimo presidente Bashar al Assad. “Sul piano umanitario sarebbe un risultato straordinario il cessate il fuoco, sul piano politico l’avvio di questo negoziato darebbe l’avvio della transizione per far uscire Bashar al Assad”, ha commentato il titolare della Farnesina, Paolo Gentiloni. Un entusiasmo avallato anche dalla posizione degli Stati Uniti, con Obama che non più tardi di pochi giorni fa, nel discorso di fine anno, aveva spiegato: “Assad deve lasciare per fermare la carneficina e per consentire a tutte le parti coinvolte di andare avanti in modo non settario”.

E’ dovuto intervenire il ministro degli Esteri russo, Sergei Lavrov, per ricondurre le parti a più miti consigli: “Durante il vertice si è parlato della questione del futuro di Bashar al Assad, ma la posizione russa è stata molto chiara, ossia che questo summit non era su Assad ma sul cercare di trovare un’opposizione accettabile per i negoziati e un accordo sulla lista dei gruppi terroristici”, ha spiegato. “Speriamo – ha concluso Lavrov – che il governo di Damasco e l’opposizione abbiano l’opportunità di iniziare i negoziati in gennaio”. La posizione russa, d’altronde, è chiara: almeno per ora il supporto all’attuale governo della Siria non è in discussione.

Roberto Derta

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