Damasco, 16 ott – La Russia fa da cuscinetto per evitare che le forze regolari di Assad si scontrino con le truppe turche, che hanno invaso il nordest della Siria per eliminare i curdi. Le unità di polizia militare russe stanno pattugliando lungo le aree di contatto nei dintorni della città di Manbij – che era uno degli obiettivi dell’invasione turca e che invece è sotto il controllo dell’Esercito arabo siriano – per aiutare a evitare un possibile scontro a seguito del ritiro delle truppe Usa e del successivo lancio di un’offensiva turca contro i militanti curdi nell’area, ritenuti “terroristi” dal governo di Ankara. Il ministero della Difesa russo ha dichiarato che “l’esercito del governo siriano ha il pieno controllo della città di Manbij e degli insediamenti vicini“. E che “la polizia militare russa continua a pattugliare l’area di confine nord-occidentale del distretto di Manbij lungo la linea di contatto tra la Repubblica araba siriana e le forze armate turche”, ha aggiunto.

Scontri tra le truppe di Assad e i ribelli filoturchi

Intanto nella regione sale l’escalation militare. Violenti scontri sono in corso tra l’esercito regolare di Assad a sostegno delle forze curde e i ribelli filoturchi nel nord della Siria. Secondo quanto riporta l’Osservatorio siriano per i diritti umani, scontri sono in corso a nordest di Ain Issa, vicino all’autostrada strategica M4, in aree che separano il territorio controllato dai curdi dalle aree recentemente conquistate dai ribelli siriani alleati di Ankara. Le forze di Damasco e quelle dell’esercito democratiche siriane (Sdf) stanno combattendo “insieme”, ha detto il direttore dell’Osservatorio, Rami Abdel Rahman.

Erdogan andrà da Putin per discutere della crisi

Mosca, dal canto suo, ha ribadito la sua totale opposizione all’aggressione turca, definendola “inaccettabile”. Parlando con i giornalisti ad Abu Dhabi martedì, l’inviato russo per la Siria, Alexander Lavrentiev, ha esortato Ankara a rispettare i termini dell’accordo di Adana firmato da Ankara e Damasco nel 1998, sulla gestione dei confini in funzione anti terrorismo. Insomma, le truppe turche non hanno alcun diritto – ricorda Mosca – a restare in modo permanente in territorio siriano. Ma il presidente turco Recep Tayyip Erdogan ha ribadito che non ci sarà alcun cessate il fuoco – come chiesto da Nato, Onu, Ue e Usa – e che l’operazione contro i curdi andrà avanti. Intanto il presidente russo Vladimir Putin, ha discusso del conflitto siriano in un colloquio telefonico con il suo omologo turco e lo ha invitato in Russia per i prossimi giorni. Lo ha reso noto il Cremlino, secondo cui Erdogan ha accettato l’invito.

Ludovica Colli

2 Commenti

  1. Sarebbe l’occasione per Russia e NATO di attaccare congiuntamente la Turchia e metterla a cuccia per un pò.

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