Il Primato Nazionale mensile in edicola

Aleppo, 1 apr – E’ Pasqua in Siria. E’ Pasqua anche in una nazione devastata dalla guerra, uno Stato laico che non ha ceduto al terrorismo nonostante i tagliagole senza frontiere e le sanzioni internazionali. Oggi l’esercito siriano ha annunciato la definitiva vittoria a Ghuta, dopo che i jihadisti sono stati evacuati dalla gran parte dell’area vicino a Damasco. A Duma i negoziati sono ancora in corso e non è affatto detto che i terroristi abbandoneranno la zona senza combattere, ma in generale dopo sette anni di guerra in tutta la Siria si respira un’aria di resurrezione. Nelle chiese della capitale e di Aleppo si festeggia così la Pasqua, consapevoli che la minaccia è sempre viva ma nessuno ha intenzione di farsi vincere dalla paura. E allora mons. Jean-Clement Jeanbart gioisce per “i barlumi di speranza che si vedono all’orizzonte dopo la liberazione di Aleppo”, spiegando che è nato un nuovo progetto abitativo per le giovani famiglie che “vogliono restare a vivere nel loro Paese”.
L’iniziativa, spiega l’arcivescovo, “consiste nel finanziare i costi di viaggio e di re-insediamento delle famiglie che scelgono di tornare. Fino ad oggi abbiamo sostenuto il rientro di 35 famiglie ma molte altre stanno prendendo in considerazione la possibilità di tornare, complice anche l’aumento della sicurezza e la ripresa dei servizi pubblici, come acqua e energia elettrica, tornati a livelli di sufficienza. Anche la vita economica sta riprendendo vigore e siamo molto felici di vedere i giovani, che stiamo preparando nel nostro centro di formazione professionale, trovare un posto di lavoro”. L’arcidiocesi greco-cattolica siriana è poi capofila di un altro progetto, ‘Costruire per restare’, “capace – dice mons. Jeanbart – di restaurare in questi mesi 800 appartamenti e circa 50 negozi e aziende danneggiati dalle bombe. Il fondo di solidarietà che abbiamo attivato ha concesso fino ad ora 200 prestiti gratuiti per aiutare i nostri giovani a intraprendere piccoli progetti che permettano loro di vivere con dignità e guardare avanti con fiducia”
Il monsignore è stato bersaglio diverse volte di attacchi terroristici, il palazzo arcivescovile e la cattedrale sono stati colpiti da più di 70 missili che li hanno resi inutilizzabili. Eppure oggi migliaia di fedeli affollano chiese e luoghi di preghiera, finalmente liberi, finalmente consapevoli di poter guardare il resto del mondo a testa alta. Perché qua una tradizione di convivenza millenaria tra fedi ha tenuto botta eroicamente al vergognoso fango mediatico, agli attentati, ai tagliagole e a chi pensava di far sprofondare la Siria nella preistoria.
Eugenio Palazzini



Pivert casual italian brand

La tua mail per essere sempre aggiornato

2 Commenti

Commenta