Roma, 15 nov – Steve Bannon si è consegnato all’Fbi ed è stato preso in custodia: verrà incriminato venerdì. L’accusa è di oltraggio al Congresso, per non aver accettato di collaborare con la commissione della Camera indagante sui fatti di Capitol Hill del 6 gennaio. Non è la prima volta che l’ex-consigliere di Donald Trump si trova in posizioni complicate.



Steve Bannon e l’Fbi: l’accusa

Come riporta Tgcom24, Bannon è accusato, oltre che di mancata collaborazione, anche di non non aver consegnato i documenti richiesti. Mancano poche ore alla sua apparizione in tribunale. Guardando la telecamera, ha dichiarato: “Combatteremo sempre il regime di Joe Biden. Voglio che voi, ragazzi, restiate concentrati sul messaggio. Questo è tutto rumore”. Se venisse condannato, Bannon dovrebbe scontare un anno di carcere, oltre a dover pagare una multa da centomila dollari. La Commissione d’inchiesta vorrebbe adottare le stesse procedure anche per Mark Meadows, ex capo dello staff alla Casa Bianca, che parimenti si è rifiutato di comparire.

La posizione del Dipartimento Giustizia

Il Dipartimento di Giustizia di Joe Biden si trova in una situazione complicata: quella di perseguire uno dei consiglieri di un ex presidente americano, rischiando di dividere l’opinione pubblica più di quanto non sia.  A tal proposito il ministro della giustizia Merrick Garland ha dichiarato: “Dal primo giorno in cui ho assunto l’incarico, ho promesso ai funzionari del Dipartimento di Giustizia che avremmo mostrato agli americani che il Dipartimento rispetta la legge, si basa sui fatti e sulle norme e punta a una giustizia uguale per tutti. Le accuse di oggi riflettono questo impegno”. Una critica anche all’azione “lenta” contro Bannon, visto che la Camera, votando l’oltraggio al Congresso, aveva rimandato il caso alle autorità federali.

Stelio Fergola

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