Il Primato Nazionale mensile in edicola

Roma, 28 ott – Mentre il nostro Paese piange l’orribile sorte toccata a Desirée Mariottini come se si trattasse di un caso tanto sfortunato quanto raro, vediamo interrogarsi sulle stesse tragedie – tutte legate anche all’immigrazione – gli altri Stati europei.
L’ultimo lo racconta il tabloid tedesco Bild. A Friburgo, la notte del 14 ottobre una ragazza appena maggiorenne si è recata in una discoteca con le amiche per prendere parte a una festa a base di musica techno. Qui un immigrato, conoscente della ragazza, le ha venduto una pillola di ectasy: ma nei drink che le ha offerto c’era ben altro. La giovane ormai completamente indifesa è stata trascinata fuori dal locale nel vicino parco, dove almeno sette immigrati di nazionalità siriana e un cittadino tedesco l’hanno violentata per ore. Sopravvissuta per miracolo, la vittima ha sporto denuncia la mattina successiva, non prima di essere stata in ospedale. In questa maniera, con il Dna dei criminali e diverse testimonianze in mano, la polizia ha potuto procedere nei giorni successivi agli otto arresti, ma sembra ci possano essere altri sette uomini coinvolti negli abusi. Tra i fermati anche il pusher che ha venduto la droga alla diciottenne e che aveva alle spalle già precedente mandato di arresto, e un suo amici diciannovenne arrestato in un centro per richiedenti asilo.
In Finlandia, ad agosto, la polizia di Hyvinkää ha reso pubbliche le immagini di una telecamera di sicurezza che ritraggono tre giovani uomini con una ventisettenne del posto, chiedendo aiuto ai propri concittadini per l’identificazione: pochi istanti dopo quella ripresa, infatti, la donna ha subito uno stupro di gruppo. Tutto ciò che ha potuto ricostruire è che si trattava di tre nordafricani.
Ma ci sono vicende dai risvolti ancor più tragici. In Olanda Willie Dille, consigliere comunale a L’Aia e membro del partito anti-immigrazione di Geert Wilders, si è suicidata in agosto dopo aver pubblicato un video su Facebook dove aveva appena rivelato di essere stata rapita, violentata e picchiata nel marzo 2017 da un gruppo di musulmani “perché volevano che tacessi nel consiglio cittadino dell’Aia”. Anche in questo caso troveremo qualcuno pronte a commentare che “era una ragazzina sbandata, “era una tossica”, “se l’è andata a cercare” e che l’immigrazione non ha nulla a  che fare con tutto questo? Purtroppo, siamo abbastanza sicuri che la risposta sia sì.
Alice Battaglia

1 commento

  1. Si deve instaurare una realtà tale per cui devono essere loro (finchè ce ne saranno ancora in giro da qs parti) ad avere paura di noi e non viceversa.

Commenta