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isis2Roma, 26 giu – Ci è voluta qualche ora, ma alla fine anche le autorità francesi si sono dovute arrendere, riconoscendo nello sgozzamento di Rouen un atto terroristico legato allo Stato islamico. Il quale, del resto, ha già rivendicato l’attacco, definendo i due assassini che hanno compiuto l’eroica prodezza di scannare un sacerdote 86enne “due soldati del Califfato”.



Eppure, anche stavolta, ci hanno provato. Anche stavolta, per molte ore, abbiamo letto dell’azione di due “squilibrati”. Due pazzoidi, due forsennati, forse avevano litigato con le mogli, forse avevano preso troppo sole, chissà. In fin dei conti siamo nel luglio 2016, se due tizi entrano in una chiesa con dei coltelli e sgozzano il parroco a chi mai può venire in mente che sia terrorismo. Avevano le barbe, il copricapo islamico, parlavano in arabo, hanno agito secondo modalità di uccisione tribali-religioso-terroristiche, eppure anche stavolta si è andati in cerca delle carte bollate prima di attribuire l’attacco all’ideologia islamista. Men che meno si è potuto far riferimento all’etnia dei killer, neanche per sommi capi.

Eppure, dalle descrizioni, doveva essere evidente a tutti i testimoni. Era uno dei primi elementi che doveva essere messo in evidenza, ma ancora se ne legge pochissimo. Curioso: tutti hanno capito a prima vista che fossero degli “squilibrati” ma non che fossero stranieri. Ma come si fa a distinguere uno squilibrato da un terrorista quando ti prende in ostaggio? Cosa fa, di così riconoscibile, lo squilibrato? Si agita, strilla, suda, invoca Dio, è violento? Ma questo è esattamente ciò che fa un terrorista normale. È un sequestro di persona, non siamo in fila alle poste, ovvio che il sequestratore, soprattutto se mosso da motivazioni ideologiche radicali e da intenti sanguinari, abbia comportamenti un filino sopra le righe. Su cosa si è basato, chi ha diffuso la notizia alla stampa, per dire che erano due squilibrati? Hanno scambiato il copricapo per uno scolapasta? E comunque, al limite, erano terroristi e squilibrati. Ma della seconda cosa chi se ne frega, tanto quelli sani e quelli matti combinano le stesse porcate.

La superficialità ideologica e interessata con cui si affrontano tali questioni è così stupefacente che persino un commentatore non sospettabile di salvinismo o anche solo di particolare anticonformismo, come Enrico Mentana, ha finito per scrivere: “La situazione si deteriora, ma qualcuno continua a darne una lettura minimalista, quasi surreale. A leggere alcuni commenti sembra che la causa prima degli attentati più che lo Stato Islamico sia lo Stato Depressivo. Vogliono sconfiggere il terrorismo col Prozac”. E per noi, intanto, dosi i quantità di soma, la droga stordente del Brave New World di Huxley. Solo che il nostro mondo non è affatto nuovo. È vecchio e sta finendo una strage alla volta.

Adriano Scianca

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2 Commenti

  1. Le inventate proprio tutte pur di non tirare in ballo le motivazioni religiose e razziali! Il bello è che le elitè progressiste hanno cavalcato l’antipsichiatra demistificando la malattia mentale derubricandola a semplice “modo di essere”! Quindi se fossero coerenti dovrebbero buttare nello sciacquone Laing e Basaglia e le loro cialtronerie, ma sono troppo vili e ipocriti per farlo e dunque non si rendono nemmeno conto del loro controrcimento, delle clamorose smentite che involontoriamente gli escono, si arrampicano sulle parole pur di salvare il loro sogno progressista e multietnico.
    Da parte mia non considero gli allogeni islamici che compiono queste azioni come frutto di disturbi mentali. E’ proprio il loro modo di essere infimo, osceno, bestiale.
    Per loro non serve il Prozac, ma una bella forca al collo!

  2. non e’ un problema di prozac,ma di monark,3 casi di attentatori psichiatrizzati non fanno una coincidenza,sono un fatto.

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