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cimitero italiano
Tripoli, il cimitero italiano oggi

Tripoli, 11 apr – A meno di due chilometri da Tripoli sorge il cimitero italiano, o meglio sorgeva visto che ormai non è altro che un terreno infestato da sterpaglie. Dopo la caduta di Gheddafi le lapidi sono state divelte da jihadisti e bande criminali, quasi tutte le salme (almeno quelle non profanate) degli 8 mila italiani che qui riposavano, sono adesso conservate in un sacrario blindato e inaccessibile, come riportato da un reportage del Corriere della Sera di stamani. Uno scenario osceno che cozza nettamente con quello del vicino cimitero inglese, separato da quello italiano soltanto da 12 scalini, intatto e ben curato.

cimitero inglese
Il cimitero inglese di Tripoli

Ma come mai nessuno ha toccato il cimitero dei caduti di Sua Maestà mentre quello italiano è stato devastato? A quanto riferisce l’attuale custode di quello che resta del nostro cimitero il motivo è semplice: Londra paga guardie armate e giardinieri, mentre il governo italiano dei propri morti se ne è altamente fregato. Eppure già lo scorso anno in molti avevano chiesto un intervento da parte della Farnesina, come riportavamo su questo giornale ad esempio l’Associazione ex Allievi delle Scuole Cristiane in Libia e l’Associazione Italiani Rimpatriati dalla Libia invocavano un “blitz” finalizzato almeno al rimpatrio delle salme. A tal proposito oltretutto ci sarebbe anche un precedente significativo, quando cioè i Servizi Segreti italiani riuscirono con pochi soldi a rimpatriare le salme dei nostri caduti dalla Somalia, dopo che le corti islamiche avevano devastato il cimitero italiano di Mogadiscio.

Dopo aver sostenuto un intervento militare in Libia che andava contro tutti i nostri interessi, storici, geopolitici ed economici, siamo riusciti anche a permettere questo insulto alla memoria dei nostri morti. E non facciamo nulla per porvi almeno un parziale rimedio.

Eugenio Palazzini

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