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Roma, 26 ott – “Ogni volta che accendete la televisione: Covid, Covid, Covid, Covid, Covid. Se un aereo cade e 500 persone muoiono non ne parlano. Covid, Covid, Covid, Covid”. Così Donald Trump, durante un comizio elettorale a Lumberton, in North Carolina si è scagliato contro i media americani che a suo avviso parlano soltanto di coronavirus. “Comunque, dal 4 novembre non ne sentirete parlare più”, ha tuonato il presidente degli Stati Uniti più punk di sempre. Sì perché qualunque cosa pensiate del personaggio, la sua irritualità è senza alcun dubbio travolgente. Può scioccare, fa discutere e magari a qualcuno risulterà pure disgustosa. Ma non si può dire che il tycoon segua il copione politichese, da qualunque suo competitor recitato a memoria senza guizzi. E’ al contrario capace di rompere lo schema dialettico preconfezionato. Ein questo caso è riuscito a farlo tirando fuori pure un discorso ritmato, di quelli già pronti per essere remixati.

“La gente è stanca di questo pessimismo”

Va da sé che adesso gli stessi media che The Donald sbeffeggia, coglieranno l’occasione per attaccarlo imputandogli le peggiori nefandezze. D’altronde, parafrasando l’amletico proverbio: è nato prima il dito puntato di Trump contro i media o quello dei media contro Trump? Poco importa, perché anche stavolta il leader della Casa Bianca verrà accusato di negazionismo e faranno a gara per giudicare il suo comizio uno show pericoloso che alimenta i deliri complottisti. Eppure è proprio questo il punto, lui ha costruito il suo successo proprio sul verbo provocatorio e sa che non può farne a meno. E allora: “Covid Covid Covid, per favore non andate a votare. Per favore non uscite di casa per andare a votare”, urla con tono sarcastico Trump. “Il problema è che in Florida la gente è uscita per andare a votare. Perché è stanca di questo pessimismo. Comunque – dice ancora il presidente Usa – io l’ho avuto (il Covid, ndr) e sto benissimo”.

Eugenio Palazzini

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