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Washington, 29 mar – É ormai guerra aperta fra il presidente Usa Donald Trump ed il colosso del commercio elettronico Amazon. Una guerra non solo economica, ma anche politica e che si intreccia con le prossime elezioni di midterm, il voto di metà mandato che negli Stati Uniti corrisponde ad una valutazione in itinere dell’operato dell’inquilino della Casa Bianca.
Ad allarmare Trump è la continua espansione della società fondata da Jeff Bezos, che pian piano sta assumendo sempre di più la forma di un monopolio. Sotto accusa le strategie aggressive di Amazon, responsabile secondo il presidente di aver portato al fallimento una marea di piccoli rivenditori al dettaglio, facendo così perdere decine di migliaia di posti di lavoro: “Piccoli centri – aveva twittato dallo studio ovale non più tsmardi dello scorso agosto – città e interi stati degli Usa stanno subendo danni e molti posti di lavoro sono stati persi”.
A far discutere anche la politica di pianificazione fiscale del gigante di Seattle. Perché è vero che dall’anno scorso Amazon paga le tasse federali sui prodotti venduti direttamente sulla sua piattaforma, ma le associazioni di categoria del commercio chiedono che le imposte siano applicate anche ai beni venduti da terzi sul portale, al fine di evitare distorsioni di prezzo che rappresenterebbero, spiegano, una forma di concorrenza sleale che si fa scudo di un regime quasi vicino al monopolio.
Da qui le minacce di Trump, che potrebbe rivolgersi alle autorità antitrust americane. Per il momento non c’è ancora nulla di concreto sul piatto, ma i contorni della vicenda non sono solo di natura strettamente economica. Il patron di Amazon Jeff Bezos – l’uomo più ricco del mondo, con un patrimonio stimato in oltre 120 miliardi di dollari – è infatti, fra le altre cose, proprietario anche del Washington Post, storico quotidiano Usa da sempre schierato su posizioni estremamente critiche nei confronti di Trump.
Filippo Burla

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2 Commenti

  1. Che dire… da anni non si vedeva un presidente cosi anti sistema. Dovremmo imparare ad apprezzarlo di piu anche noi, sebbene americano, rappresenta molte nostre battaglie

  2. […] Le ragioni del mancato pagamento sono due. Anzitutto la riforma varata da Trump, che se da un lato ha ridotto l’aliquota massima per le imprese dal 35 al 21%, dall’altro ha permesso ad Amazon, grazie a numerose detrazioni per investimenti in ricerca, di scendere sottozero. L’azienda è così “a credito” verso l’erario per quasi 130 milioni. Quasi un controsenso per il presidente, che ha sempre visto in Amazon e nella sua strategia fiscale un modello in negativo. […]

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