Washington, 11 gen – Donald Trump non si ferma davanti a nulla, nemmeno all’esattezza storica, quando si tratta di difendere il muro di confine con il Messico. Durante una tavola rotonda su sicurezza e immigrazione nella stazione di frontiera di McAllen, nel Texas, ha dichiarato “Dicono che ‘il muro è un concetto medievale‘. Beh, lo è anche la ruota. Anzi la ruota è più antica del muro”, ha tuonato. “La ruota è più antica del muro, e sapete cosa? Ci sono certe cose che funzionano. La ruota funziona, e anche il muro. Niente funziona bene come un muro”.

Gli americani, si sa, non brillano per cultura storica. Sappiamo che uno dei primi esempi conosciuti di fortificazione a scopo difensivo è rappresentato dalle mura di Gerico datate 9000 a.C., mentre l’invenzione della ruota risale al 3500 a.C., il che rende inesatta la dichiarazione del tycoon.

“Quando dico che il Messico pagherà per il muro è quello che intendo. Il Messico pagherà. Non ho mai detto che il Messico mi avrebbe staccato un assegno da 20 miliardi o da 10  miliardi. Nessuno staccherà un assegno. Ho detto che pagheranno”, ha spiegato il presidente indicando che sarà un nuovo accordo commerciale con il Messico a finanziare indirettamente il Muro. La sua precisazione è dovuta alla sua promessa elettorale di far pagare il Muro al Messico, che si contrappone alla sua recente richiesta di finanziamenti al Congresso nella legge di bilancio del governo. Trump, a fianco del ministro per la Sicurezza Interna Kirstjen Nielsen, ha esternato le sue dichiarazioni in una sala stipata di pacchi di droga e di denaro sequestrati alla frontiera. Ha poi definito gli agenti di frontiera degli “eroi” e uscendo ha confermato che il Muro è necessario ribadendo che “è una questione di buon senso”.

Cristina Gauri

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Classe 1977, nata nella città dei Mille e cresciuta ai piedi della Val Brembana, dell’identità orobica ha preso il meglio e il peggio. Ex musicista elettronica, ha passato metà della sua vita a fare cazzate negli ambienti malsani delle sottoculture, vera scuola di vita da cui è uscita con la consapevolezza che guarire dall’egemonia culturale della sinistra, soprattutto in ambito giovanile, è un dovere morale, e non cessa mai di ricordarlo quando scrive. Ha fatto uscire due dischi cacofonici e prima di diventare giornalista pubblicista è stata social media manager in tempi assai «pionieri» per un noto quotidiano sabaudo. Scrive di tutto quello che la fa arrabbiare, compresi i tic e le idiozie della sua stessa area politica.

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