Washington, 8 giu – Donald Trump ha usato le maniere le forti ed è riuscito a sottomettere il Messico al proprio volere. Il presidente degli Stati Uniti aveva infatti minacciato di imporre dei dazi commerciali alla nazione centramericana, qualora questa non si fosse impegnata a pattugliare il confine e a lottare più duramente contro l’immigrazione illegale. «Sono lieto di informarvi che gli Stati Uniti d’America hanno raggiunto un accordo firmato con il Messico», ha annunciato Trump su Twitter.

Basta immigrazione

Come ha spiegato il presidente, «le tariffe che dovevano essere applicate dagli Usa da lunedì contro il Messico sono dunque sospese a tempo indeterminato. Il Messico, a sua volta, ha accettato di adottare misure forti per arginare la marea di immigrati attraverso il nostro confine meridionale. Questo è stato fatto per ridurre, o eliminare, l’immigrazione illegale proveniente dal Messico negli Stati Uniti». Anche la controparte ha confermato l’accordo: il ministro degli Esteri messicano Marcelo Ebrard ha dichiarato che lunedì non scatteranno i dazi statunitensi e che, anzi, il governo farà «passi senza precedenti» per arginare l’immigrazione clandestina verso gli Stati Uniti. Come previsto dall’accordo bilaterale, lunedì il Messico schiererà quindi la guardia nazionale sul confine.

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La vittoria di Trump

La prova muscolare ha dato ragione Trump, che può legittimamente cantar vittoria. Agitando lo spettro dei dazi, è riuscito a riportare il Messico a più miti consigli, accontentando così l’elettorato repubblicano contrario all’immigrazione illegale. Non bisogna dimenticare, infatti, che l’anno prossimo ci saranno le elezioni presidenziali. E Trump è naturalmente deciso a presentare risultati concreti ai suoi attuali e potenziali elettori. In questo senso è da leggersi la prova di forza con il Messico: imporre la propria autorevolezza internazionale, accelerare i processi, ottenere risultati concreti e tangibili nel breve periodo. La campagna elettorale è ormai iniziata.  

Elena Sempione

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