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Roma, 20 mag – Gli Stati Uniti hanno il più alto numero di casi di coronavirus al mondo, ma secondo Donald Trump è da considerarsi “in un certo senso, una buona cosa perché significa che i nostri test sono molto meglio. Quindi lo vedo come un distintivo d’onore”. Non si può certo dire che il presidente Usa esterni banalità, le uscite moderate e il fare rassicurante non sono nelle sue corde. Ci ha semmai abituati a toni infuocati, contraddizioni e cambi di rotta repentini. Ma soprattutto a tentativi di leggere la realtà in modo del tutto imprevedibile. E anche quanto ha affermato oggi, dopo la prima riunione di gabinetto dall’inizio dell’epidemia, rientra in queste sue tipiche esternazioni. La Bbc ha riferito che alcuni giornalisti americani hanno chiesto a Trump se stesse prendendo in considerazione un divieto ai viaggi in America Latina e in particolare in Brasile, terza nazione al mondo per numero di contagi. E proprio prendendo spunto da quest’ultimo dato, il capo della Casa Bianca ha detto che avere un alto numero di casi “è un grande tributo ai test e a tutto il lavoro svolto da molti professionisti”.

I dati Usa

Certo, è difficile pure sostenere con certezza il contrario. Perché i dati ci dicono che per analizzare bene la diffusione del virus è fondamentale analizzare il rapporto tra tamponi effettuati e casi individuati. E’ però altrettanto evidente che Trump voglia minimizzare l’impatto decisamente pesante che il Covid sta avendo negli Stati Uniti, anche in termini economici. E in molti fanno notare al presidente statunitense che in questo ha inciso anche la sua iniziale sottovalutazione del rischio. Comunque sia, il Centers for Disease Control fa sapere che gli Stati Uniti hanno condotto fino a ieri 12,6 milioni di test. Mentre la Johns Hopkins University ha contato oltre 1 milione e mezzo di casi di coronavirus e quasi 92mila decessi negli Usa. Definire questi numeri “un onore” è forse un tantino fuori luogo.

Il farmaco antimalarico

Eppure Trump tira dritto e difende a spada tratta anche l’uso della idrossiclorochina come trattamento per il Covid. Il presidente americano ha affermato che tutti gli studi che ne mettono in dubbio l’efficacia sono da considerarsi assolutamente “falsi”, nonché condizionati da posizioni politiche palesemente contro il suo governo. Nel frattempo lo stesso Trump ha rivelato che sta assumendo una pillola al giorno dell’antimalarico che giudica una buona prevenzione anti coronavirus. Una chiara sfida agli scienziati che ne hanno segnalato i dannosi effetti collaterali. “Sull’idrossiclorochina ci sono grandi studi dell’Italia”, ha detto il presidente statunitense. A suo avviso è un farmaco antimalarico che “non fa male”, è utilizzato da molti anni e “non sembra avere alcun impatto su di me, mi sento come prima”.

Eugenio Palazzini