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Mosca, 19 mar – Dopo aver truccato le elezioni in mezzo mondo, i terribili troll russi continuano nella loro opera di destabilizzazione globale diffondendo il panico in tutta Europa a suon di fake news sul coronavirus. Questo il sordido complotto denunciato in un rapporto dall’European External Action Service, l’agenzia diplomatica dell’Unione Europea. Secondo gli euroburocrati, la Russia starebbe conducendo un “importante campagna di disinformazione” con lo scopo di diffondere “confusione e paura”, “aggravando la crisi della salute pubblica nei paesi occidentali, in linea con la più ampia strategia del Cremlino di tentare di sovvertire le società europee”.

Perché si accusa la Russia?

Il perché queste accuse risultano tanto gravi quando scarsamente credibili è facilmente spiegabile. Il rapporto, infatti, non fa il nome di alcun organo di informazione responsabile di questa presunta campagna di terrore, limitandosi a parlare molto genericamente di “media statali russi”, senza però citarne direttamente nessuno, e fantomatici “account fasulli sui social network”. Per quanto riguarda la diffusione di confusione e paura” possiamo tranquillizzare i diplomatici della Ue, questi sentimenti sono stati ampiamente diffusi dall’approccio schizofrenico di tutti i Capi di Stato europei, così come la responsabilità del rischio collasso per i sistemi di salute pubblica nazionali è esclusivamente delle politiche di austerità imposte dalla Bce. Sono stati i vertici del governo italiano, e non misteriosi troll pagati da Putin, a passare dagli hashtag #abbracciauncinese e #milanononsiferma a minacciare di arresto chiunque esca a farsi una passeggiata sotto casa. E i continui tagli al nostro sistema sanitario nazionale sono stati imposti dalle istituzioni comunitarie, non dal Cremlino.

La scusa della “minaccia”

Forse a infastidire i funzionari europei è stata proprio l’evidente incapacità nel gestire l’emergenza dimostrata da praticamente tutti i governi europei al confronto con la reazione più equilibrata ed efficace del governo di Mosca? Più in generale si tratta dell’ennesimo capitolo di una campagna propagandistica anti-russa portata avanti da deep state e media progressisti delle nazioni occidentali che, se di sicuro non giova all’economia europea (di cui la Russia è sia principale fornitore energetico che importante mercato di vendita), è necessaria a giustificare le continue ingerenze Usa nella politica estera continentale. D’altronde se gli europei non percepissero più la Russia come una minaccia, come sarebbero giustificabili missioni quali Defender Europe?

Lorenzo Berti

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