Il Primato Nazionale mensile in edicola

Budapest, 9 apr – Le elezioni un Ungheria hanno visto uno straordinario successo di Viktor Orban, che si conferma alla guida del Paese per il terzo mandato consecutivo e due terzi dei seggi, 133 su 199. “È stata una guerra dura, ma abbiamo vinto” sono state le sue prime parole questa notte, a scrutinio non ancora del tutto concluso. “Questa è una vittoria decisiva in futuro saremo in grado di difendere la nostra madrepatria“. La maggioranza ottenuta, infatti, permetterà a Orban di cambiare la Costituzione.
L’affluenza alle urne è stata massiccia, ben superiore a quella dell’ultima tornata elettorale del 2014, ed è volata quasi al 70%, con oltre 5 milioni e mezzo di ungheresi che hanno fatto la fila ai seggi, tanto che in molti seggi le file sono state smaltite ben oltre l’orario di chiusura. Mai così tanti hanno votato da quando è caduto il comunismo e da quando ci sono elezioni libere.
Fidesz (Unione Civica Ungherese), il partito di Orban conservatore e populista ha avuto la fiducia del 49,5% degli elettori. Ha vinto nelle città e ha stravinto nelle aree rurali, segno che gli ungheresi vogliono dare sempre più fiducia al loro premier uscente, che più volte è andato contro i diktat dell’Unione Europea in fatto di immigrazione e ridistribuzione di rifugiati. Solo a Budapest i partiti avversari hanno ottenuto la maggioranza.
Al secondo posto, con il 20% dei voti, il partito di estrema destra e nazionalista Jobbik e al terzo l’alleanza socialisti-verdi che ha ottenuto solo il 12% dei consensi. Visto l’esito del voto il leader di Jobbick, Gabor Vona, si è dimesso. Alla radice dell’insuccesso probabilmente il suo cambio di posizioni che da euroscettiche sono passate a essere un continuo attacco a Orban e alla corruzione generalizzata a lui attribuita.
La campagna elettorale ungherese è stata una delle più dure di sempre, ed è stata dominata dal tema dell’immigrazione, soprattutto quella dai Paesi musulmani. Una problematica ribadita da Orban anche durante il suo ultimo comizio prima di chiudere la campagna elettorale, venerdì sera: “Con questo voto il futuro dell’Ungheria sarà irreparabilmente determinato per molti decenni a venire. Se la diga viene aperta, se si aprono i confini, se i migranti entrano nel Paese, non c’è modo di tornare indietro”.
Anna Pedri





La tua mail per essere sempre aggiornato

6 Commenti

  1. io sto pensando di emigrare in ungheria:
    ho già fatto qualche giretto esplorativo…
    e non mi dispiace,come paese.

  2. Un vero leader coi coglioni un vero paese europeo onore all’Ungheria alla Russia alla Polonia alla Slovacchia alla Repubblica Ceca vere nazioni europee che difendono la nostra storia la nostra cultura da porci falsi immigrati finti poveri da zingari da islamici maledetti da traditori venduti politici finti europei comunisti bastardi come Macron Merkel lo spagnolo e la nostra nazione buffona serva dei negri degli zingari della Germania e Francia tutta merda appoggiata da quella vergogna che rovina il nostro paese il Vaticano covo di pedofili gay ed amici degli immigrati svegliaaaaaa è ora di ribellarci ed allearci con l’est Europa contro questa inutile e merdosa comunità europea che vuole rovinarci a favore degli islamici e fare un cambio etnico distruggere i bianchi per sostituirli con i negri africani ignoranti e animali violenti bastaaaa rivoluzione armata e distruggiamo ste ong schifose succhia miliardi.

Commenta