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Roma, 31 ago – “A Portland c’è il caos ed è così da molti anni. Se questo zimbello di sindaco non farà pulizia andremo lì e lo faremo noi per loro“. A scriverlo non è un cittadino infuriato per le continue, violente, proteste che da mesi vanno in scena nella più grande città dell’Oregon. E’ il presidente degli Stati Uniti, che su Twitter ha lanciato così il suo guanto di sfida pochi giorno dopo l’omicidio di un suo supporter.

L’attacco a Biden

Ma il monito di Donald Trump è rivolto più in generale a chi a suo avviso non sta facendo abbastanza per impedire la devastazione di intere città americane. “Se non insistessi nell’attivare la Guardia nazionale e nell’andare a Kenosha… ci sarebbero altri morti e feriti. Voglio ringraziare le forze dell’ordine e la Guardia nazionale. Ci vediamo martedì”, giorno in cui è previsto il suo arrivò nella città del Wisconsin. Per poi tuonare ancora su Twitter: “I sindaci della sinistra radicale e i governatori delle città in cui si svolge questa folle violenza hanno perso il controllo del loro “Movimento”. Non doveva essere così, ma gli Anarchici e gli Agitatori si sono lasciati andare e non ascoltano più – hanno persino costretto Slow Joe a lasciare il seminterrato!”, ha scritto il leader della Casa Bianca, che ha dunque attaccato duramente anche il rivale democratico.

Trump continua a lanciare frecciate a Biden, chiamandolo “Slow Joe” (Joe il tardo) oppure “Sleepy Joe” (Joe l’addormentato). Sembra pure divertirsi The Donald, a tal punto che due settimane fa durante un comizio elettorale ha pure lanciato una sorta di sondaggio: “Meglio Sleepy Joe o Slow Joe?”. Ma soprattutto non c’è dubbio che adesso siamo giunti a una fase cruciale della campagna elettorale, quella per intenderci che Trump predilige. E’ a questo punto della battaglia politica che riesce a tirar fuori dal cilindro epiteti e slogan provocatori.

Legge e ordine

E se il tanto chiacchierato “Make america great again” – che fece la fortuna del tycoon alle presidenziali di quattro anni fa – è ormai un lontano ricordo, adesso il presidente Usa ha un solo chiodo fisso, magari meno originale: “Law & Order”. Due parole per un concetto senz’altro inflazionato, eppure al momento efficace. Molto efficace, anche perché all’ombra della Casa Bianca, sul fronte democratico di motti elettorali da contrapporre proprio non se ne scorgono. Il tycoon lo sa bene e per questo lo ripete almeno una volta al dì dall’avvento dei Black lives matter. Così alza il tiro e si prepara al rush finale, per ribaltare i soliti sondaggi che lo danno sfavorito.

Eugenio Palazzini

2 Commenti

  1. Trump non scomodarti.
    Ti possiamo mandare lo sceriffo De Luca con i lanciafiamme.
    Ora è impegnato in campagna elettorale ma se c’è bisogno, lui lascia tutto e corre da voi.

  2. Lasciali fare DONALD ! ogni negro rompicoglioni è un voto in più per TE da Italo-Americani , Latinos e Orientali ( Cinesi , Giapponesi ed Indiani )

    Quel FESSO di Bidè , mal consigliato dalla Cornutazza Clinton (già sconfitta da TRUMP …)
    e dalla Scimmia-Obama-moglie ha scatenato Monkey Lives Matter …. sperando nel “malcontento” ….
    ma i NON negri si stanno INCAZZANDO TUTTI e vogliono LEGGE ed ORDINE !!!!!

    bella mossa Joe lo sfigato , Joe l’ addormentato !!!! Quasi come quando al giornalista NEGRO
    che ti chiedeva del tuo programma (inesistente) hai detto , stizzito come la vecchia checca che sei , ” sei un nero (negro) , devi votare per me e basta !!!!” avanti così servo dei mafiosi Kennedy !!!!

    Ah semmai vinci …. fai un giro a Dallas …..

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