Roma, 4 nov – Dopo l’inchiesta di Report sui presunti “account anomali”, ovviamente di fabbricazione russa, che renderebbero virali i post della sottoscritta e di Giorgia Meloni, continua la nostra inchiesta sulla rete. Bisogna fare innanzitutto una precisazione importante: un post/tweet diventa virale quando viene condiviso da account reali che hanno, a loro volta, un certo numero di follower reali che condividono anch’essi il post/tweet. Infatti, quella che è una moderna “catena di Sant’Antonio”, si interromperebbe nel momento in cui viene condivisa da account falsi/troll.

Secondo l’indagine “Global Digital 2018 condotta da We Are Social in collaborazione con Hootsuite,, il 42 per cento della popolazione mondiale utilizza i social network, percentuale aumentata del 13% rispetto alla rilevazione del 2017. In Italia, YouTube e Facebook si contendono il primato delle piattaforme social sulle quali le persone sono maggiormente attive, seguiti da Instagram. Il 23 per cento invece sono attive su Twitter, il social network favorito da una certa parte della politica e del giornalismo.

Nel 2018, Facebook contava 34 milioni di profili italiani attivi, con un incremento del 10 per cento rispetto al 2017. Il traffico mensile generato dalla piattaforma di Zuckerberg si attesta a 244,4 milioni di visite, con un tempo di visita medio di circa 17 minuti. Questi dati fanno di Facebook la principale piattaforma sulla quale gli utenti italiani cercano informazioni, quindi un vero editore che andrebbe regolamentato con una legge nazionale che cerchi di mantenerne la neutralità e il pluralismo.

Twitter meno importante di Facebook

Su Twitter sono attivi 9 milioni di utenti italiani, meno di un terzo rispetto a Facebook, sebbene nell’ultimo periodo venga additata come la piattaforma che muoverebbe le fila del consenso politico. Nel 2018, gli account degli esponenti politici più citati sono stati quelli di Matteo Salvini, Luigi Di Maio e Matteo Renzi, mentre gli hashtag più twittati sono stati #salvini, #m5s e #pd.

Un’inchiesta di Report, se così la si può chiamare visto che non è stato portato nessun elemento probante, ha cercato subdolamente di insinuare che alcuni account, come quello della sottoscritta e di Giorgia Meloni, utilizzino troll e profili falsi per veicolare e rendere virali determinati post pubblicati. Come è facilmente verificabile dalla registrazione completa dell’intervista, l’inviato della trasmissione di Rai 3, Giorgio Mottola, ha basato la sua tesi sul nulla, alludendo a “comportamenti anomali” di alcuni miei post, portando a suffragio psichedelici grafici di un sedicente esperto di social media. Peraltro, Mottola e la redazione di Report si sono rifiutati di fornire i suddetti grafici e la metodologia di analisi.

Lo studio sulla qualità degli account Twitter

Utilizzando uno strumento professionale di analisi di Twitter, Audiense, si è proceduto ad una approfondita verifica degli account che sono maggiormente attivi, calcolandone quella che possiamo definire qualità sulla base della media ponderata ottenuta tramite il numero dei follower dei follower stessi.

Partiamo dal mio account che servirà come elemento di paragone: la qualità si attesta a 719 (media dei follower dei miei 23 mila follower).

Usando il medesimo sistema di ponderazione, un account simile al mio, da un punto di vista di engagement e attività, è quello del debunker di Open, David Puente, che totalizza 940.

Partiamo dalle testate e dalle trasmissioni tv maggiormente attive su Twitter: non si caratterizzano per la buona qualità dei follower i principali quotidiani italiani, Repubblica (99), Il Fatto Quotidiano (122) e Corriere della Sera (131), e nemmeno la trasmissione che ha sceneggiato la campagna di fango contro la sottoscritta, Report (138).

Tra i partiti politici che si sono presentati alle elezioni del 2019, il Movimento 5 Stelle presenta la qualità peggiore dei propri follower (146), di molto inferiore rispetto agli altri.

Grillo e Renzi tra i peggiori

Così pure il leader spirituale dei pentastellati, Beppe Grillo, totalizza un valore molto al di sotto della media (82), subito tallonato da Matteo Renzi (86). Gli account dei due uomini politici, decisamente i più operativi su Twitter, sono quindi caratterizzati da un seguito decisamente discutibile in termini di autenticità.

Come si può facilmente constatare, i leader dei partiti del fronte sovranista prediligono veicolare le proprie campagne su Facebook, piattaforma che offre la possibilità di interagire direttamente con i propri elettori tramite i video in diretta.

Tra i giornalisti/influencer, Roberto Saviano ha un seguito di follower di scarsa qualità (136), seguito a poco distanza da Selvaggia Lucarelli (156) e Fabio Fazio (164). Solo Sandro Ruotolo (772) ha una qualità dei follower superiore a quella della sottoscritta.

Quello che emerge dall’analisi riguardante la qualità dei follower è quindi che se veramente esistesse una rete italiana che acquista follower falsi, certamente non riguarderebbe i politici del fronte sovranista, le testate e i giornalisti non allineati.

Un consiglio rivolto a chi vorrebbe screditare il “nemico”: sarebbe opportuno controllare prima il proprio orticello, perché altrimenti si rischia di ottenere un clamoroso effetto boomerang.

L’inchiesta sul mondo dei social network prosegue. A breve la vera “Bestia” operativa su Twitter.

Francesca Totolo

1 commento

  1. Dagospia nel suo sito, 4 novembre, ha fatto una inchiesta approffondita “GIORGIA MELONI REPLICA A “REPORT” leggetela perche’ e’ vero giornalismo.

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