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Roma, 20 gen – Si è parlato molto nell’ultimo anno di Walter Ricciardi, consigliere scelto dal ministro della Salute Roberto Speranza per affrontare l’emergenza coronavirus, dai suoi continui appelli allarmisti sull’imporre agli italiani lockdown duri, a quando decise nel 2015 di chiudere Centro nazionale di epidemiologia, sorveglianza e promozione della salute (Cnesps) che sarebbe stato utilissimo per affrontare un’epidemia. Fino agli ammonimenti scagliati contro gli italiani nel 2018, forse reminiscenze del suo passato al fianco di Mario Monti: “Credo che come per Grecia, Portogallo, Irlanda, Spagna sia opportuno che gli Italiani sperimentino sulla loro pelle quello che “salvatori” come Amato Ciampi e Monti gli hanno finora evitato”. Ciò che sembra sia passato indisturbatamente sottotraccia, taciuto perfino dal Fatto Quotidiano, all’epoca uno dei suoi più strenui accusatori, è il motivo delle dimissioni di Walter Ricciardi dalla carica di presidente dell’Istituto superiore di sanità nel 2018.

Chi è Walter Ricciardi? Conflitto di interessi e obblighi vaccinali

L’allora ministro della Salute Giulia Grillo, che ricevette le dimissioni di Walter Ricciardi, affermò che: “Da quello che so e da quello che mi è stato detto durante il nostro colloquio, Walter Ricciardi non si è dimesso per polemiche con il governo, ma per tornare alle sue attività. Anche nella lettera di dimissioni è indicato questo. Poi lui ha manifestato un legittimo disaccordo con alcune posizioni del governo, ma questo non ha nulla a che fare con il suo ruolo, che di certo non fa politica, ma altro”. La Grillo glissò sul probabile reale motivo che hanno costretto Ricciardi all’allontanamento dall’Iss. “L’ultimo guappo” (dal titolo di un film di cui fu protagonista con Mario Merola nel 1978) lasciava così la guida dell’Istituto superiore di sanità dopo oltre 4 anni dalla sua nomina avvenuta per volontà di Beatrice Lorenzin nel 2014, prima come commissario poi come presidente.

La vera ragione delle dimissioni di Ricciardi potrebbe essere quel conflitto di interessi sui vaccini, svelato dal libro Vacci-Nazione di Giulia Innocenzi, che riporta la testimonianza della giornalista Amelia Beltramini, le conseguenti accuse del presidente del Codacons Carlo Rienzi e, infine, il servizio delle Iene. È opportuno ricordare che, come commissario e presidente dell’Istituto superiore di sanità, Ricciardi ha promosso allargamento dell’obbligo vaccinale imposto ai bambini, attraverso il Piano nazionale sui vaccini, apripista della legge Lorenzin: “Ho fatto presente alla ministra Lorenzin la situazione preoccupante in cui ci trovavamo, lei è stata molto reattiva e insieme abbiamo fatto la nuova legge”, affermava l’attuale consigliere di Speranza nel settembre 2017 alla festa del Pd di Firenze. Anzi, Ricciardi avrebbe voluto l’imposizione di tredici vaccini (pneumococco, meningococco B e C), invece dei dieci passati poi con la legge.

 

Riportiamo un passo del libro della Innocenzi: “Nell’audizione di Walter Ricciardi in Commissione affari sociali alla Camera, il deputato Massimo Enrico Baroni solleva alcuni problemi sul passaggio da commissario straordinario dell’Istituto Superiore di Sanità a presidente: ‘generalmente per tutte le nomine di commissario straordinario vige una inconferibilità successiva ad assumere l’incarico di presidente. Si richiama un recente orientamento dell’Autorità nazionale anticorruzione del 6 maggio 2015’. Il parlamentare, inoltre, stila a Walter Ricciardi una serie di conflitti d’interesse per alcuni suoi incarichi presenti o passati: membro dell’European Steering Group sulla sostenibilità dei sistemi sanitari e relatore del Libro Bianco europeo, iniziativa finanziata dalla casa farmaceutica AbbVie; membro del Comitato scientifico del Centro di Ricerca sulla Gestione dell’Assistenza Sanitaria e Sociale della Università Bocconi, che nel progetto Academy of Health Care Management and Economics collabora con la Novartis; responsabile scientifico del Primo Libro Bianco sull’Health Technology Assessment in Italia e del progetto ViHTA, iniziative finanziate da GlaxoSmithKline. Ma questi non sono tutti i potenziali conflitti d’interesse di Walter Ricciardi. ‘In Italia se ne dichiarano meno di quanto si fa in Europa’, spiega Amelia Beltramini, giornalista scientifica. ‘Per un incarico assunto in Europa, Ricciardi ha dovuto stilare la sua dichiarazione di interessi presso la Commissione europea in data 28 marzo 2013’. C’è un documento disponibile online dove si vede che l’attuale presidente dell’Istituto superiore di sanità ha stilato gli HTA (Health Technology Assessment), cioè la valutazione dell’impatto sulla salute, di una serie di vaccini per le case farmaceutiche”. La Innocenzi poi cita la lista che Ricciardi presentò alla Commissione europea in merito alle sue collaborazioni: Novartis per il vaccino MenB (2012); Menarini per il vaccino Nebivololo (2012); Menarini per il vaccino Remimazolam (2012); IBSA per il vaccino Fostimon (2012); GlaxoSmithKline per il vaccino Belimumab (2011); Pfizer per il vaccino Enbrell (2011); Pfizer per il vaccino PCV13 (2011); Astellas Pharma per il vaccino Mycamine (2010); Amgen Dompè per il vaccino Prolia (2010); Wyeth Lederle per il vaccino Prevenar (2009); Novartis per il vaccino Lucentis (2009); Sano Pasteur per il vaccino Gardasil (2008); GlaxoSmithKline per il vaccino Syn orix (2008); GlaxoSmithKline per il vaccino Lapatinib (2008); GlaxoSmithKline per il vaccino HPV (2007)”.

La denuncia del Codacons

La medesima questione era già stata denunciata dal Codacons nel 2016 con un volantino distribuito durante un convegno a cui partecipava Ricciardi, in cui si descriveva la “sussistenza di numerosi presunti conflitti di interessi risultanti dalla commistione con case farmaceutiche o simili”.

A seguito della distribuzione del volantino di denuncia del Codacons, Ricciardi denunciò Carlo Rienzi per diffamazione perché i contenuti descritti non sarebbero stati “corrispondenti ai fatti”. Il giudice emise poi una sentenza di assoluzione a favore di Rienzi perché “il fatto non sussiste”, motivando che la sponsorizzazione riportata nel volantino era “oggettivamente dimostrata”. Il Codacons aveva infatti già interpellato le case farmaceutiche oggetto dei presunti conflitti di interesse. Rienzi, alle Iene, ha successivamente sottolineato: “Un calunniatore, che per difendere se stesso, nasconde o vuole nascondere di avere avuto rapporti economici con le case farmaceutiche e sta a capo dell’Istituto superiore di sanità, ma come fa a rimanerci? (…) Le case farmaceutiche hanno interesse a vendere i farmaci e i vaccini che producono, che sono un grosso business. Il soggetto che decide su questi farmaci e su questi vaccini non può, come direttore di questo osservatorio, prendere soldi e poi andare a decidere sul destino dei farmaci di quella casa che ha dato i soldi al suo osservatorio”.

Il vaccino per il meningococco B e la Altis Ops

La Beltramini, intervistata dalla Innocenzi, ha sottolineato che Ricciardi “ha fatto da consulente per le case farmaceutiche sui loro vaccini, e poi ha detto che sono utili per gli italiani”. È paradossale che l’attuale consigliere del ministero della Salute avesse incluso pure il meningococco B, “l’ultimo vaccino per cui ha fatto da consulente”, nel Piano nazionale sui vaccini, nonostante il parere contrario dei ricercatori dello stesso Istituto Superiore di Sanità di cui poi è diventato presidente. Amelia Beltramini ha svelato anche che Walter Ricciardi ha omesso le tante collaborazioni e le sponsorizzazioni ricevute dalle case farmaceutiche nel curriculum vitae pubblicato sulla pagina internet dell’Istituto superiore di sanità, mentre le suddette collaborazioni sono presenti nella “dichiarazione di interessi” depositata alla Commissione europea perché obbligato dalle norme sulla trasparenza, essendo un membro del panel europeo sull’efficacia degli investimenti in sanità.

Chi è Walter Ricciardi? La collaborazione con l’agenzia di lobbyng

Per capire chi è Walter Ricciardi – ha evidenziato la Beltrami – mancava un altro tassello anche al curriculum vitae depositato in Commissione europea: la collaborazione con l’agenzia di lobbying Altis Omnia Pharma Service durata fino al 2015, quindi in concomitanza con il suo incarico presso l’Istituto superiore di sanità. Come spiega Amelia Beltramini, che ha letto la visura camerale, l’Altis Ops assiste le case farmaceutiche in tutte le fasi legate ai suoi prodotti, dall’accreditamento presso le autorità sanitarie fino al lancio promozionale, ovvero una vera e propria società di lobbying che lavora nel settore farmaceutico e che, a tal scopo, ha creato due riviste: l’Italian Health Policy Brief e la Public Health and Health Policy. Sul sito della Altis Ops si legge: “Il nostro “sistema” poggia su alcuni pilastri fondamentali, oltre che su un solido bagaglio di rapporti con i più importanti interlocutori istituzionali e con gli stakeholder della sanità del Paese”.

Gli omissis sul curriculum di Ricciardi

Sugli omissis nel curriculum vitae europeo, l’europarlamentare grillino Piernicola Pedicini depositò nel dicembre del 2017 un’interrogazione parlamentare in cui si chiedeva se la Commissione Europea se fosse al concorrente degli incarichi di Ricciardi presso la Altis Ops e se ciò non costituisse un conflitto di interessi. Il 30 gennaio 2018, l’allora Commissario per la salute Vytenis Andriukaitis rispose: “Per quanto riguarda le attività specifiche svolte dal professor Ricciardi in qualità di editore nel periodo 2011-2015, cui fa riferimento l’onorevole deputato, la Commissione inviterà il professore a precisare ulteriormente tali attività anche nella sua dichiarazione d’interessi”.

Perché Speranza ha richiamato a Roma Ricciardi?

È ora opportuno tornare a riformulare le domande scritte da Innocenzi in Vacci-Nazione: “È opportuno che il presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, che ha partecipato alla stesura del Piano nazionale vaccini e che affianca il ministro della Salute nelle sue scelte, sia stato consulente sui vaccini per le aziende farmaceutiche su cui poi si è trovato a decidere? E che oggi con il suo ruolo pubblico diventa uno degli interlocutori principali per la società di lobbying, che fa da tramite con l’industria, con cui ha collaborato in passato tramite le sue riviste? Se proprio Walter Ricciardi era la persona irrinunciabile per il ruolo di presidente dell’Istituto Superiore di Sanità, allora le sue collaborazioni passate andavano dichiarate con trasparenza. Tutte. Ma questo non è stato fatto”, a cui ora si aggiunge l’ulteriore interrogativo sul motivo che ha spinto Roberto Speranza a nominare proprio Walter Ricciardi, già dimissionario dall’Istituto superiore della sanità nemmeno un anno e mezzo prima, come consigliere del ministero della Salute per l’emergenza Covid-19.

Francesca Totolo

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