«Di Maio e quel “non mollate” ai gilet gialli che ha scatenato Macron». Così commentava pochi giorni addietro il rotocalco turbomondialista la Repubblica, voce del padronato cosmopolitico e dell’odio organizzato verso l’Italia. La sua chiave di lettura era la solita: pieno sostegno al disegno classista del globalismo, totale appoggio alla Francia di Macron, il prodotto in vitro dall’élite turbofinanziaria Rothschild. In completa antitesi, io dico senza perifrasi edulcoranti: ottimo Di Maio, ottime le giubbe gialle galliche, ottimo il risveglio dei popoli europei contro le élite turbomondialiste e iperfinanziarie, di cui Macron è scialbo maggiordomo.

I filo-gallici di casa nostra

Intanto, sempre nei giorni scorsi, la bandiera francese sventolava dalla finestra del rettorato dell’Università di Torino in segno di solidarietà alla Francia di Macron. «Vorrei vederne mille alle finestre», ha asserito il rettore. A mia memoria, tuttavia, nessuna università francese ha esibito il nostro tricolore in occasione degli insulti rivolti da Macron al nostro Paese. Nessuna istituzione gallica ha fatto sventolare la nostra bandiera quando a Bardonecchia vi fu il penoso sconfinamento delle truppe francesi a caccia di migranti. At Romae ruere in servitium consules, patres, eques: con le parole di Tacito commento, poi, la patetica lettera scritta dai senatori del Pd per scusarsi con l’ambasciatore francese. E per prendere le distanze dalle giubbe gialle, rivelandosi docili servi dello status quo.

Ma non è la Francia il nemico

Lo dico apertis verbis: i nemici non sono i francesi. Non è una lotta tra nazioni. È una lotta di classe. Nemico non è affatto il popolo francese, ma l’élite turbomondialista, la classe dominante no border, che in Francia è appoggiata e rappresentata da Macron. Le giubbe gialle, che contro Macron e le élites lottano, sono nostre amiche. E, come giustamente ha detto Di Maio, vanno sostenute appieno. È il nuovo scenario della lotta di classe che sta attraversando l’Europa. È il conflitto tra il Servo nazionale-popolare e il Signore global-elitario. Le giubbe gialle, non rappresentate e anzi avversate dal governo gallico, trovano sostegno nel nostro governo, che è – almeno nella componente grillini (si vedano gli scivoloni in politica estera della Lega!) – nazionale-popolare e antimondialista. Occorre creare una unione della classe popolare europea contro la classe dominante europea. Occorre unire i popoli d’Europa, nella loro diversità e nelle loro culture, di modo che insieme rovescino la struttura repressiva dell’Unione europea e pongano in essere un’Europa dei popoli e delle culture, delle democrazie nazionali e dei socialismi patriottici.

Diego Fusaro

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  1. Bell’articolo. Insomma anche Asterix ha le sue ragioni e certamente non coincidono con quelle di macron e dei poteri forti che lo sostengono.

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