L’ecommerce è ormai diffuso da decenni, considerato lo standard che rappresenta la stessa internet nel XXI secolo. E il suo consolidamento apre la strada a importanti riflessioni, dal momento che, spesso, spendere online è divenuto sostitutivo del consumo “dal vivo”, privilegiato soltanto in determinate occasioni specifiche.

Ecommerce, il comfort degli acquisti in rete

Se c’è da dire qualcosa a favore dell’ecommerce, sicuramente, riguarda la sua comodità. Questo perché ormai le strutture sono così efficienti in termini di organizzazione, spedizione e perfino nel sistema dei resi, da rendere del tutto futili le preoccupazioni per le “vendite a distanza”, tanto presenti prima che il web esplodesse. Questo ecommerce specializzato permette sostanzialmente di acquistare ogni cosa: dai prodotti per l’infanzia, ai giocattoli. Ma il fenomeno in sé permette di rifornirsi perfino della spesa alimentare, se si pensa ai prodotti venduti in alcuni negozi specializzati.

La definizione e la storia

L’ecommerce (che viene anche scritto in modi diversi, da e-commerce, eCommerce o “e commerce”) letteralmente significa “electronic commerce”, ovvero commercio elettronico. Con esso, venditori e acquirenti hanno un contatto facile, veloce e soprattutto pratico. Il significato è cambiato molto nel corso degli ultimi decenni del secolo scorso. All’inizio esso si riferiva alle transazioni in forma elettronica del tipo Electronic Data Interchange. In buona sostanza, regolava i documenti commerciali tra aziende. Successivamente è diventato un concetto molto affine all’acquisto tramite carte di credito. Solo successivamente all’espansione del cosiddetto World Wide Web (ovvero, internet) e all’evoluzione dei sistemi di pagamenti online, è divenuto a tutti gli effetti ciò che conosciamo oggi.

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