A partire dal 1 Febbraio 2021, è iniziata progressivamente la migrazione della banca dati catastale delle province italiane al SIT, ovvero al Sistema integrato del territorio.

Il provvedimento n.20143 del 26 Gennaio 2021 infatti aveva disciplinato le modalità di consultazione della banca dati catastale prevedendo l’attivazione progressiva del SIT per gruppi di province fino alla copertura totale.

Tale passaggio è oramai concluso da qualche giorno e tutte le province del territorio italiano sono di fatto migrate al nuovo sistema della banca dati ufficiale.

Tale sistema consentirà di sovrapporre foto, mappe ed altri dati ed informazioni rendendo cosi i dati interoperabili tra loro. Tale condizione comporterà quindi una maggiore facilità di interazione tra catasto e fisco oltre a facilitare il controllo del territorio in relazione alle verifiche degli effettivi accatastamenti dei fabbricati.

Incrociando i dati infatti si potrà “verificare” un patrimonio informativo riguardante oltre 74 milioni di immobili urbani e 60 milioni di immobili rurali (terreni) avendo, cita l’agenzia delle entrate, “una corretta localizzazione sullo spazio geografico e una precisa descrizione delle caratteristiche rilevanti ai fini fiscali di ciascun immobile censito in catasto, integrando informazioni identificative, tecniche, censuarie, il relativo valore fiscale e utilizzando anche informazioni provenienti da fonti esterne”.


Documenti catastali – Cosa cambia?


Dal punto di vista catastale, il passaggio al SIT comporta dei cambiamenti anche nei documenti catastali richiedibili presso la banca dati telematica. La modifica sicuramente più evidente riguarda la classica visura catastale per immobile o per soggetto, adesso disponibile in un nuovo formato analitico, ove vengono raccolte informazioni con una struttura del documento in verticale e schematizzato in due colonne.


Sul lato sinistro vengono riportate le informazioni riguardanti:

·        dati identificativi (Foglio, Particella ed eventuale subalterno);

·        indirizzo dell’unità (indirizzo e numero civico dell’immobile, oltre a piano ed eventuale interno);

·        dati di classamento (categoria, classe, superficie catastale e rendita catastale);

·        intestazioni (dati anagrafici dei soggetti aventi diritti sull’immobile).

Sul lato destro relativa alle causali di aggiornamento ed annotazioni, sono indicate le informazioni che riguardano:

·        variazioni catastali (come le pratiche di ampliamento,frazionamento o bonifica);

·        atti inerenti alle volture ( info sulle pratiche di aggiornamento degli intestatari di diritto);

·        altre annotazioni (eventuali info aggiuntive degne di nota)

Il documento di visura catastale, nella sua nuova veste, risulta a prima vista meno riassuntivo rispetto la precedente versione di visura catastale, più schematica e raccolta, ma consente di ottenere alcune informazioni in più rispetto alla precedente versione.

E’ il caso, per esempio, della visura catastale per soggetto di tipo storico, prima non riportante nessuna info circa i dati di classamento delle unità immobiliari, ora invece presenti insieme al periodo di intestazione anche di immobili di cui il soggetto ha perso la titolarità.


Vecchio formato della visura catastale – Si può ancora richiedere?


Nonostante il formato predefinito della nuova visura sia di fatto quello sin qui descritto, il vecchio formato è ancora richiedibile, anche se esclusivamente per le visure per immobile o per soggetto di tipo “storico” e non più per le visure catastali di tipo “attuale”.


Si tratta del formato alternativo delle visure catastali storiche, chiamato specificatamente “storico sintetico”, che rappresenta di fatto la vecchia visura catastale storica.

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