La parola “running” è un termine di derivazione inglese usato per denotare il movimento della corsa. Può essere aerobico o anaerobico, a seconda dell’intensità, e può essere eseguito sia all’aperto (indicato con la parola inglese outdoor) che al chiuso (indicato con la parola indoor) utilizzando un tapis roulant. Si tratta di un esercizio che, se praticato regolarmente, può apportare benefici fisici e psicologici. A livello fisico, giova al sistema cardiorespiratorio, migliora la resistenza e la forza delle gambe e delle cosce, aiuta con il controllo del peso e ha effetti sul metabolismo dei trigliceridi, del colesterolo e dello zucchero nel sangue. A livello psicologico, invece, aiuta a mantenere il buon umore, a gestire ansia e stress e ad aumentare la propria autostima. Come ogni pratica, però, per evitare rischi, è fondamentale eseguirla correttamente, facendosi anche seguire da un professionista.

Running: gli effetti positivi sul peso corporeo

Il running ha effetti positivi sul peso corporeo perché sappiamo che correre aumenta il dispendio energetico. L’Harvard Health Publishing ha dichiarato che, se una persona che pesa 70 kg corre per un’ora a una velocità di 8 km/h consuma 576 calorie. Praticare regolarmente il running permette di aumentare la massa muscolare e di migliorare il metabolismo anche a riposo. I muscoli, infatti, hanno bisogno di bruciare più calorie rispetto al grasso.

Ci sono poi delle tipologie specifiche di corsa, come l’HIIT (che è l’acronimo del termine inglese “High-Intensity Interval Training”, che in italiano significa “allenamento a intervalli ad alta intensità”) che fa fanno consumare calorie anche dopo la fine dell’attività fisica. Viene infatti ad instaurarsi un processo chiamato EPOC, che è l’acronimo inglese di “Excess Post-Exercise Oxygen Consumption”, che in italiano significa “consumo di ossigeno in eccesso post-allenamento”.

Questo genere di allenamento “a scatti” provoca nel corpo il bisogno di tempi di recupero più lunghi con conseguente aumento del dispendio energetico. Inoltre, la corsa aumenta il cosiddetto colesterolo “buono” (HDL), dato che stimola gli enzimi che aiutano a smaltire il colesterolo “cattivo” (LDL). Per quanto riguarda gli effetti diretti sul metabolismo, alcuni studi hanno evidenziato che il running aumenta i livelli di glucagone a discapito di quelli dell’insulina. Il glucagone permette di “prendere” energia direttamente dagli zuccheri e dai trigliceridi che abbiamo immagazzinato nel nostro corpo.

Running: come si esegue, evitare errori e infortuni

Per eseguire correttamente il running, gli esperti di Purosangue Trainingg hanno definito quattro capisaldi fondamentali: l’allenamento personalizzato, l’alimentazione, lo stretching e il riposo. Per allenamento personalizzato (vedi l’articolo dimagrire correndo) si intende una tabella di allenamento graduale da seguire. Si va da un minimo di 2 a un massimo di 5 allenamenti a settimana, con carico adeguato alla frequenza. L’alimentazione, invece, deve fornire tutti i nutrienti necessari. Non devono mancare carboidrati e proteine ed è fondamentale idratarsi bevendo tanta acqua. Spazio poi allo stretching, da eseguire in maniera graduale e senza dolore. Un muscolo elastico e allungato permetterà di migliorare la circolazione e di ridurre gli infortuni. Infine, il riposo è importante quasi quanto la corsa stessa. Riposandosi, infatti, il corpo riesce a smaltire le sostanze prodotte durante la corsa e anche la mente si rilassa.

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