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La tricopigmentazione per combattere la “gloriosa calvizie”

by Redazione
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tricopigmentazione

Non tutti amano la “gloriosa calvizie” alla Marinetti, o non tutti se la possono permettere. Quello ‘tricologico’ è un tema connaturato all’uomo, che ha caratterizzato esistenze, iconografia e rappresentazione del sé. Da alcuni rivendicata, da molti temuta.

Non tutti salutano volentieri i propri capelli, o non tutti riescono a fare finta di farlo. Perché un conto è rasarsi i capelli volontariamente, altro conto è doverlo fare, in sistematica monotonia, per tutta la vita. Il rimedio stereotipato per questi delusi è stato, storicamente, il folcloristico parrucchino. Ma nel 2022 è ancora così?

Un problema anche psicologico

La tecnologia ha fatto indubbiamente passi avanti anche nel campo tricologico, per dare risposte non solo agli uomini, ma anche alle donne, e non solo per la calvizie, ma anche per alopecia e altri inestetismi. Per non parlare di cicatrici post traumatiche.

Non si tratta quindi di non potersi pettinare e fare un bel ciuffo: è in ballo una parte sensibile del corpo che può avere seri risvolti psicologici, dall’imbarazzo all’insicurezza, se non addirittura la depressione. Tanto nell’uomo quanto nella donna. 

Tricopigmentazione permanente: una soluzione possibile

Fra i rimedi di ultima generazione c’è la Tricopigmentazione permanente definitiva. Si tratta di una trattamento di micropigmentazione specifico per il cuoio capelluto, con cui il capello viene ricostruito “a livello visivo”, attraverso un micro deposito di pigmenti nello strato superficiale del derma.

Si tratta di un procedimento diverso dal semplice tatuaggio. Diversi sono gli aghi, i pigmenti, le tecniche di esecuzione. Tutto è infatti studiato appositamente per il cuio capelluto e le sue caratteristiche.

I due tipi di tricopigmentazione

La tricopigmentazione permanente definitiva può rendere due effetti: quello rasato e quello “capelli lunghi”. La tricopigmentazione effetto rasato riproduce per l’appunto in modo fedele l’effetto dei capelli corti rasati. Questa tecnica paramedicale permette di “ricostruire” il capello, indipendentemente dal livello di alopecia o diradamento tipico di chi soffre di calvizie, in tutte le aree del cuoio capelluto, anche in caso di copertura di cicatrici. Si caratterizza per un elevato grado di realismo che rende l’effetto dello stesso cuoio capelluto molto naturale ed assolutamente a prova anche degli osservatori più attenti.

La tricopigmentazione effetto densità o infoltimento capelli lunghi, rappresenta invece la soluzione ideale nei tipici casi di “trasparenza” del cuoio capelluto dovuta ad un diradamento medio o poco pronunciato. A differenza dell’effetto rasato, la tecnica di tricopigmentazione capelli lunghi non solo “ricostruisce” i capelli con un effetto di pigmentazione intensa che copre le aree calve e diradate, ma contemporaneamente questa densità crea anche l’effetto infoltimento del capello in crescita.

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