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Roma, 21 apr – “Il coprifuoco evoca brutte cose, in tutti noi c’è la volontà di superarlo, ma ci vuole gradualità per non consentire al virus di ripartire. Abbiamo proposto le ore 22 perché abbiamo ascoltato il Cts”. In questa dichiarazione del ministro Gelmini c’è tutta la pericolosa antinomia di un governo allo sbaraglio, convinto di poter mantenere in piedi la misura restrittiva più odiosa senza conseguenze sull’economia, pur ammettendone l’insopportabilità. Prima del Covid, il coprifuoco fu imposto da Badoglio dopo il 25 aprile 1943. Inizialmente dalle ore 20 alle ore 6, poi ridotto dalle ore 22:30 alle ore 5 del mattino e ancora dalle 22.30 alle ore 4. Brutte cose, in effetti.

Il governo conferma il coprifuoco alle 22

Oggi l’esecutivo di Mario Draghi, accolto come il salvatore della patria dalla grancassa mediatica scodinzolante, lo confermerà alle 22 nonostante le sacrosante richieste di baristi e ristoratori. Costretti a tener chiuso per mesi, dovrebbero attendere silenti il 26 aprile, annunciato come giorno della rinascita italiana. Dopotutto, si dirà, mancano soltanto pochi giorni. E a partire da quella data torneranno le zone gialle, si potrà pranzare all’aperto in qualche locale, molti studenti rivedranno una scuola e alcune attività sportive potranno di nuovo essere praticate. Una grande conquista dopo un anno di imbarazzanti fallimenti istituzionali, non c’è che dire.

Qualche politico prova pure ad alzare timidamente la voce, vedi Massimiliano Fedriga: “Sul coprifuoco – spiega il presidente del Friuli a Radio Capital – c’è un’interlocuzione con il Governo. La Conferenza delle Regioni propone, misura assolutamente responsabile, l’ampliamento di un’ora, fino alle 23, per permettere alle attività, nei limiti delle regole, di avere un minimo di respiro”. In ogni caso riaprire i ristoranti al chiuso prima del primo giugno “è la nostra proposta – precisa Fedriga – dopodiché non decidono le Regioni ma il Governo”. Appunto, e il governo pare proprio aver già deciso per la conferma del coprifuoco alle 22. Affossando così, prima della fatidica data della “rinascita”, quel barlume di speranza rimasto a chi adesso è ben consapevole che non potrà affatto ripartire.

La morte della libertà

Pensiamo a tutti quei ristoranti che non hanno uno spazio all’esterno. E pensiamo pure a quelli che ce l’hanno ma sanno bene che anche solo per recuperare le spese dovrebbero incassare cifre che non raggiungeranno mai, tra distanziamenti e scarse ore di lavoro consentite. A meno che qualche genio del governo non pensi davvero che gli italiani vadano a cena nel pomeriggio. E’ poi lapalissiano che non esista alcuna evidenza scientifica che il contagio si diffonda con il favore delle tenebre. Viceversa si potrebbe facilmente immaginare una crescita di casi imponendo alle persone di uscire dai locali più o meno tutte alla stessa ora, cosa che non succederebbe in assenza di coprifuoco. Nulla, gli apologeti della reclusione procrastinata non ci sentono.

E insomma, il piano sarebbe comico non fosse drammatico. Ma quel che è peggio è la mancata considerazione dell‘agere licere da tutelare, unita all’assenza di consapevolezza che tale modus operandi rappresenta l’affossamento della libertà individuale. Già, proprio chi ciancia di Stato di diritto e liberalismo a ogni piè sospinto, sembra essersi scordato d’un tratto la necessità di garantire la facultas agendi. Stracciando di colpo i principi costituzionali, altrettanto spesso citati ed esaltati. Una Repubblica fondata sul lavoro e permeata di inviolabilità della libertà personale, sta uccidendo il lavoro e la libertà.

Eugenio Palazzini

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6 Commenti

  1. E’ già passato un anno e le “autorità sanitarie” continuano a raccomandare tachipirina e “vigile attesa!!”.E’ noto che la tachipirina(antipiretico) porta alla progressione del virus mentre sono utilissimi(come detto da eminenti clinici e provato personalmente) ai primissimi sintomi gli anti infiammatori tipo aulin o aspirina.Dato che non è possibile tale ignoranza da parte di chi ci comanda a bacchetta è evidente la volontà di acuire il problema per continuare nel programma delle elites occulte di dominio delle masse e abolizione di democrazia.E’ tempo oramai di una azione legale collettiva contro i responsabili di tale attentato alla salute degli italiani

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