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Roma, 10 dic – I soliti gendarmi del pensiero unico si scagliano contro la libertà di espressione. Stavolta Anpi e Pd se la sono presa con il comune di Viterbo, reo di aver concesso una sala a CasaPound, garantendo così un basilare diritto. Patrizia Prosperi, coordinatrice del circolo Pd di Viterbo e Manuela Benedetti, candidata segretaria provinciale Pd Viterbo (addirittura), non riescono ad accettare un libero confronto e così si se la prendono con “un movimento”, che a loro dire sarebbe “formato da chi si definisce ‘fascista del terzo millennio’ e responsabile della diffusione di un clima di odio e di intolleranza, nonché di fatti gravi di violenza di un non lontano passato, l’importante sala regia del palazzo comunale”.

Deliri e sbadigli procurati a parte, secondo le due esponenti dem, la “sala pubblica” è “un luogo che non dovrebbe prestarsi a ospitare iniziative di chi mira a dare una visione distorta di un tema tanto delicato quanto quello dell’accoglienza”. Tradotto: se sull’immigrazione non la pensate come noi, non avete diritto di parlare in un luogo pubblico. “La nostra città ha bisogno di momenti di confronto costruttivo, di azioni che stimolino ciò che la nostra comunità è sicuramente in grado di esprimere: solidarietà, rispetto, integrazione, coesione, aspetti tutti che identificano l’umanità come valore universale”, scrivono le due esponenti locali del Pd. Chiedono un confronto costruttivo ma non si capisce bene con chi dovrebbero confrontarsi se poi non vogliono far parlare gli avversari politici.

casapound, viterbo

La democrazia secondo l’Anpi

L’Anpi, nel chiedere di consueto che vengano negati spazi a CasaPound, riesce a tirar fuori un delirio ancor maggiore: “Chiediamo che le forze dell’ordine vigilino sul rispetto di ogni regola della civile e democratica convivenza, a partire dall’applicazione delle norme che colpiscono i reati di apologia del fascismo, di istigazione all’odio razziale, di minaccia all’ordine pubblico e al decoro delle istituzioni democratiche”, si legge in un comunicato in cui oltre a quella dell’associazione dei partigiani figurano una serie di firme, tutte rigorosamente legate all’estrema sinistra. E’ quasi superfluo far notare loro, per l’ennesima volta, che la “democratica convivenza” da loro invocata si basa in realtà sulla libertà di espressione per tutti, non soltanto per loro.

Ma dulcis in fundo, ecco pure la presa di posizione dell’ex finiano Filippo Rossi, che di capriola in capriola adesso si è buttato nel mare delle sardine: “In una città che concede una sala prestigiosa a CasaPound io non posso che stare dall’altra parte!”. En plein air?

Alessandro Della Guglia

 

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5 Commenti

  1. Clima d’odio e violenza che a generare e diffondere sono sempre e solo loro : Anpi, Pd, cessi a-sociali e sardine varie!
    Ma Filippo Rossi è quello di “fascisti immaginari”?
    Mah, che miseria!

  2. Hanno paura, hanno la coscienza non propriamente a posto. Attaccano a Milano, con 600 sindaci (poco nella Italia intera), persino gli anonimi critici della tastiera: dovrebbero sapere che lo pseudonimo copre lo scrittore che rispetta così i grandi scrittori che lo hanno preceduto. CasaPound è, con tutto rispetto, solo una delle punte del iceberg, quindi verranno sommersi per posizioni antistoriche, vetuste, da museo delle cere.

  3. A quel deficiente di rossi dico soltanto che lui non sta da nessuna parte,non sei nessuno ,sei un fazzoletto che va dove li porta il vento,in pratica un’infame traditore solo per soldi.merda!!!

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