Roma, 22 dic – Il tema del momento, neanche a dirlo, è sempre lo stesso: vaccini, green pass, tamponi. E proprio di questo si è parlato nella puntata di ieri di Cartabianca. A sostenere la linea governativa sono Andrea Scanzi e Luca Telese. Scanzi, che manderebbe volentieri i non vaccinati in Siberia, è d’accordo sia con la riduzione della durata del certificato verde sia con l’uso a tappeto dei tamponi: «Il dibattito sul green pass è inutile. Siamo dentro a una pandemia e bisogna vaccinarsi. Il no vax normotipo non ha il senso della collettività. Chi non si vaccina in una pandemia perché l’ha letto sui social è irricevibile», dice Sua Umiltà. Che però suscita la reazione di Francesco Borgonovo: «Quello dei no vax è un falso problema».

Borgonovo sui no vax

Secondo il vicedirettore della Verità, «i tamponi sono l’unico modo per capire se si è positivi o meno. Ma bisogna togliere il green pass. La narrativa del tampone smonta quella del green pass. Mi sembra grottesco evocare il costo dei tamponi, quando lo si è imposto ai no vax senza problemi». Infatti, prosegue Borgonovo, «quello dei no vax è un falso problema, una narrazione usata per nascondere una serie di altre cose che non sono state fatte, nemmeno dal “governo dei migliori”. Penso ad esempio alle scuole, che sono in gran parte in lockdown».

Tutto quello che non torna

Bianca Berlinguer, che non brilla certo per imparzialità, non gradisce le parole di Borgonovo, che lei interpreta come un pericoloso assist ai no vax. E allora incalza il suo ospite in collegamento. Ma il vicedirettore della Verità non demorde: «A me non interessa dividere i buoni dai cattivi, io vorrei uscire dalla pandemia, come credo tutti voi. Perché penso che questa non sia la normalità ma, come ha detto Mattarella, una “quasi normalità”». Eppure, continua Borgonovo, «mi dispiace per il presidente della Repubblica, ma io alla “quasi normalità” non mi ci voglio abituare, e penso che con il green pass e queste misure di eccezione non si esca dalla pandemia».

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Come se ne esce, quindi? «Non servono green pass e tamponi, perché anche il presidente della Pfizer ha detto che, pure con la terza dose, i contagi continueranno a esserci». Insomma, spiega Borgonovo, è completamente inutile dare la colpa ai no vax. Piuttosto che guardare ai contagi, che non serve, «occorre tenere in considerazione il numero dei morti e degli ospedalizzati». E pertanto, conclude il giornalista, «il governo prenda una decisione, magari eviti di comunicarla agli esercenti il giorno prima, mettendoli ancora più in difficoltà. E poi non mi si può dire “no al tampone” dopo che sono stati fatti mille problemi con gli “untori contagiosi”».

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Vittoria Fiore

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