Roma, 18 lug – Carlo Calenda, europarlamentare del Partito Democratico, ha risposto all’appello che molte parti politiche hanno indirizzato al Partito Democratico, che corrisponde alla richiesta di fare chiarezza sui fatti di Bibbiano che hanno visto implicati numerosi politici locali appartenenti proprio al suo partito. Ma la risposta non è quella sperata.

“State strumentalizzando Bibbiano”

“Molti chiedono provocatoriamente se ho qualcosa da dire sui fatti di Bibbiano, come se fosse un argomento di contrapposizione politica” scrive Calenda sulla sua pagina Facebook. “La mia risposta è questa. Penso che utilizzare un orrendo fatto di cronaca, che coinvolge bambini, per fini politici sia il peggior sciacallaggio immaginabile. Considero chi lo pratica un farabutto senza morale né dignità”.


E se la prende con i grillini

L’obiettivo di questa bordata a quanto pare sono i grillini, rei a suo avviso di aver preso in mano la faccenda di Bibbiano per farne una battaglia politica contro il Pd.A quanto si apprende il M5S avrebbe finanziato la comunità di Bibbiano” scrive ancora Calenda “ma non mi verrebbe mai in mente di collegarli ai fatti accaduti, come invece fanno loro con il Pd”. Prima di tutto, non è solo il Movimento Cinque Stelle a chiedere al Pd di prendere posizione su quanto accadeva a Bibbiano e altrove, che erroneamente Calenda riassume sotto la dicitura “orrendo fatto di cronaca”. Sono tutte le forze politiche. E la reazione del Pd, nella persona del segretario Nicola Zingaretti, è stata meramente quella di minacciare querele con metodi da psicopolizia nei confronti di chiunque associasse il suo partito ai fatti di Bibbiano. Non una dichiarazione ufficiale è pervenuta da quel partito che, ad oggi, vede indagati ben tre sindaci per responsabilità indirette sugli affidi.

Un sistema politico e di affari

Poi, dalle indagini dell’inchiesta Angeli e Demoni emerge che i servizi sociali di Bibbiano, relativamente alla figura di Federica Anghinolfi, usufruivano di una rete di appoggi politici e sociali (e a ben vedere anche ideologici comuni ad una precisa affiliazione politica, inutile specificare come l’Emilia Romagna sia sempre stata un feudo “rosso”), che hanno partorito già in passato fenomeni similari, come quello della comunità del Forteto in Toscana. Inoltre, è doveroso precisare come i sodali di Calenda abbiano fatto della strumentalizzazione mediatica del dolore altrui (dai clandestini che arrivano sulle navi delle Ong, agli immigrati sgomberati) una loro specifica capacità comunicativa. Sotto questo punto di vista, il “rimbrotto” di Calenda al M5S suona quantomeno ipocrita. Giorno dopo giorno, emergono storie e dettagli che evidenziano come a Bibbiano fosse in funzione un sistema ad “orologeria” di affidi illeciti, non singoli casi imputabili a “mele marce”. Per cui si arriva sempre alla medesima conclusione: Calenda, parlateci (davvero) di Bibbiano.

Ilaria Paoletti

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3 Commenti

  1. …quando si tratta di loro, è sempre e solo: sciacallaggio, fraintendimento, non sapevamo, colpa non nostra, ci hanno provocati, sono stati prima loro…. siamo antifassisti…

  2. Calenda, mi hai deluso come uomo, la politica non c’entra, se chi è indagato, uomo o donna, è del PD, non ha nessuna rilevanza, sono persone, che devono rendere conto dei loro orrori. L’appartenenza ad un partito non giustifica azioni criminali.

  3. Dai , i komunisti sono migliorati ! ora usano i bambini come merce da vendere a ricchi froci e ai pedofili …una volta li MANGIAVANO !
    (notizia VERA del paradiso dei soviet ! NON è una invenzione di Ben)

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