Roma, 15 giu – Draghi premier a vita, pentastellati fuori dai giochi, sinistra spaccata e centrodestra all’angolo. Sogni di una notte di mezza estate, nell’area liberal-centro-tecnicista. Prendete uno degli ultimi tweet di Carlo Calenda: “Domande post amministrative. 1) ‘Lei è disponibile per il campo largo con i 5S’ Risposta ‘No’. 2) ‘Ma quindi lei entrerà nel campo largo con?’ Risp. ‘NO’. 3) ‘Letta vuole costruire il campo largo, lei ci sarà’ risp. NO!! 4) ‘Lei esclude di far parte del campo ,..’. Mi arrendo”. Cristallino. Prendetene un altro, pubblicato due giorni fa: “Tra le grandi città a L’Aquila, Palermo, Catanzaro e Parma abbiamo scelto la strada più difficile per le amministrative: fare un terzo polo lontano da populisti e sovranisti. In tutte e quattro le città i nostri candidati hanno ottenuto secondo gli exit poll ottimi risultati”. Difficilmente contestabile il buon risultato sottolineato, ma a prescindere da questo occhio all’invocazione: “fare un terzo polo”.

Il partito di Draghi? Così Calenda spacca la sinistra

Quanto afferma da tempo l’ex ministro fuoriuscito dal Pd, rivela un intento piuttosto chiaro: tirare dritto, costruendo una forza politica di sinistra soft, pacata, mediana, vagamente seriosa e supposta competente. Un polo con tutta probabilità costruibile con l’amico-nemico Renzi, non fosse per la sindrome della prima donna che attanaglia entrambi i cavalli fuggiaschi dal recinto dem. Chi guiderebbe questo terzo polo, Renzi o Calenda? Problema di leadership, che l’ex ministro ha provato ieri ad aggirare mettendo mano al terzo uomo indiscutibile, colui che dovrebbe mettere d’accordo i due litiganti poiché da loro identificato come nume superumano.

Alle politiche del 2023 “ci saranno tre poli: il polo con Pd-5Stelle, quello che costruiranno Azione, +Europa e le liste civiche, diciamo l’area Draghi anche se non mi piace il termine, e dall’altro lato ci sarà la destra sovranista che in Europa è completamente esclusa da qualunque rapporto con la Commissione europea perché sono all’opposizione”. E’ quanto dichiarato ieri da Calenda, intervenendo all’inaugurazione della nuova sede milanese del suo partito. Il fondatore di Azione ha evitato di includere Italia Viva nell’ipotetico paniere “draghiano”, in via precauzionale e pure un tantino beffarda. Eppure senza Renzi il “terzo polo” evocato sarebbe inevitabilmente monco, dunque la trattativa (per ora tacita?) non può che aprirsi.

Come (ri)commissariare l’Italia

Anche perché, nonostante le continue aperture di Letta, sembra proprio che Calenda non voglia minimamente sedersi ad ascoltare il richiamo dell’ovile giallofucsia: “Io penso che il Pd abbia una sua strada, che è quella dell’alleanza coi 5stelle alle prossime elezioni politiche. Questo Letta lo ha ribadito ieri”, ha tuonato il leader di Azione. Il segretario dem ha in realtà nuovamente aperto a una coalizione larga, con dentro sia le cinque stelle cadenti che i terzopolisti all’arrembaggio.

Mancano diversi mesi alle elezioni politiche e i giochi sono ancora tutti da aprirsi, riaprirsi e infine chiudersi. Al momento però la novità è la possibile terza forza guidata da Draghi, ammesso che davvero il premier accetti. Oppure, ed è altrettanto probabile, Calenda sta provando a mettere all’angolo il Pd e costringerlo a mollare il decadente M5S. Perché gli indefessi sostenitori di Super Mario come potrebbero rifiutarsi di indicarlo, di nuovo, come deus ex machina? D’altronde, non sanno fare altro. Le manovre per (ri)commissariare l’Italia sono in atto.

Eugenio Palazzini

 

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2 Commenti

  1. l’Itala sarà commissariata se viene messa nella mani dei cialtroni populisti e sovranisti che tanto vi piacciono.

  2. Lo ho sentito parlare a Zonabianca sulla guerra, come convinzioni e delirio dell’occidente che dovrebbe imporre al resto della popolazione mondiale(ricordiamo che sono molti miliardi e molti di più di noi) la “loro” idea di democrazia, la convinzione che i buoni siano tutti da una parte e i cattivi dall’altra, mi ricorda una via di mezzo fra il guerrafondaio Obama e il guerrafondaio Bush. Il peggio che gli Usa abbiano mai avuto…
    Credo che lui sia il peggio che la politica italiana potrebbe avere(insieme ad altri ovviamente sia di dx che di sx)l Ovviamente è la mia opinione. Poi aggrediva chi non la pensa come lui.. avete visto il programma? se uno così avesse avuto “il pulsante rosso”, il mondo sarebbe finito da un pezzo.. (ovviamente è un modo di dire). è il mio personalissimo parere. Non può allearsi coi 5 stelle(sempre secondo me), ha idee totalmente opposte, andrebbe più d’accordo coi partiti guerrafondai italiani.

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