Roma, 28 ott – “Ho il sole, il cielo, il mare…“. Il premier Giuseppe Conte risponde così, citando Meraviglioso, la nota canzone di Domenico Modugno, a chi gli chiede se dopo la debacle giallofucsia in Umbria si senta messo in discussione. Un “day after” tutt’altro che “meraviglioso” quello dell’ex avvocato del popolo, ora alle prese pure con uno scandalo finanziario vaticano, che da solo – se confermato – basterebbe per mandarlo a casa. E invece lui resta imperturbabile, ben aggrappato alla poltrona, segno che quel sole della canzone che ha citato forse gli ha dato un po’ alla testa. “Sono tranquillo, è un test regionale. Ha vinto il centrodestra, ne prendiamo atto“, dice Conte. Ma non schioda, anche se sempre più all’angolo.

“Senza coraggio, sarebbe meglio andare a casa”

“Vediamo le riflessioni che dovranno fare anche i leader”, riflessioni che vanno fatte tuttavia, ripete ancora il presidente del Consiglio, “nella consapevolezza che si tratta di piani diversi. Non è un test regionale che può incidere” sull’operato del governo, “se non avessimo coraggio, determinazione e lungimiranza sarebbe meglio andare tutti a casa. Siamo qui nella massima consapevolezza di un progetto riformatore del Paese”, dice convinto il premier. Ecco, Conte resta aggrappato alla poltrona per coraggio. Chissà se gli italiani la pensano allo stesso modo.

Salvini al premier: “Sbagliare è umano ma perseverare è diabolico”

Intanto il leader della Lega Matteo Salvini torna all’attacco del presidente del Consiglio. “Il premier Conte prosegue nella sua arrogante opera di distruzione dell’Umbria, sbagliare è umano ma perseverare è diabolico – scandisce – Ogni giorno ha un problema nuovo, sembra avere tanti fronti aperti”. E a proposito della foto di Narni, che ritrae insieme Conte, il segretario Pd Nicola Zingaretti, il leader M5S Luigi Di Maio e il ministro della Salute di LeU Roberto Speranza, Salvini osserva che il voto umbro è una risposta “a quell’improvvisato Consiglio dei ministri della disperazione” dell’altro giorno, in cui sono arrivati “a promettere tutto, brioche e champagne…”.

Adolfo Spezzaferro

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